Ethereum’s (ETH) dinamiche di staking stanno iniziando a inclinarsi in modo deciso verso il lockup di lungo periodo, un cambiamento che, secondo gli operatori di mercato, potrebbe ridurre l’offerta ben prima del prossimo grande catalizzatore della domanda.
I dati monitorati dagli analysts on-chain mostrano che la coda di ingresso per lo staking di Ethereum ha superato la coda di uscita per la prima volta in quasi sei mesi.
Attualmente circa un milione e trecentomila ether sono in attesa di entrare in staking, con tempi medi di attesa che si avvicinano alle tre settimane, mentre solo poche migliaia di ether sono in coda per uscire, di solito elaborate in circa un’ora.
Questo squilibrio indica che più ETH viene bloccato nella rete rispetto a quello che viene reimmesso in circolazione.
La struttura di mercato si restringe con l’aumento dei lockup
Storicamente, una crescita sostenuta della coda di ingresso per lo staking ha coinciso con periodi di crescente convinzione di lungo termine piuttosto che con fasi di speculazione di breve periodo.
Le code di uscita, al contrario, tendono a impennarsi durante eventi di stress, vendite forzate o fasi di forte paura.
L’attuale configurazione, con una domanda di ingresso in aumento e una pressione in uscita in forte calo, suggerisce che i detentori sono sempre più disposti a sacrificare liquidità in cambio di rendimento ed esposizione di lungo periodo.
Allo stesso tempo, l’attività on-chain di Ethereum rimane elevata.
Il numero di transazioni giornaliere si mantiene vicino ai massimi del ciclo, segnalando che gli utenti continuano a effettuare transazioni invece di abbandonare la rete.
Una maggiore attività si traduce in un aumento del burn di ETH nell’ambito del meccanismo delle commissioni di Ethereum, riducendo ulteriormente l’emissione netta di offerta.
La combinazione tra lockup dovuti allo staking e alti tassi di burn sta contribuendo a un graduale ma costante irrigidimento dell’offerta disponibile.
Lo staking istituzionale aggiunge un nuovo livello di domanda
Uno degli sviluppi più rilevanti dietro questo cambiamento è l’ingresso di grandi capitali di lungo periodo nello staking di Ethereum.
Nelle ultime due settimane, BitMine ha messo in staking ETH per un valore stimato di 2,58 miliardi di dollari, secondo le comunicazioni pubbliche.
Gli analisti affermano che un’attività di tale portata riflette un posizionamento strategico più che un trading di breve periodo.
Il trend istituzionale si sta sviluppando in vista di un possibile punto di svolta regolamentare.
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Un prodotto negoziato in borsa (ETP) su Ethereum in staking proposto da BlackRock non ha ancora ricevuto l’approvazione, ma le aspettative per una decisione nei prossimi mesi restano elevate.
Se approvato, una simile struttura permetterebbe a una platea più ampia di investitori tradizionali di ottenere esposizione allo staking di Ethereum senza interagire direttamente con l’infrastruttura on-chain.
Gli analisti osservano che l’importanza di un prodotto di questo tipo non risiederebbe nel creare domanda da zero, ma nel rafforzare una tendenza di assorbimento dell’offerta già in corso, rendendo lo staking accessibile a istituzioni vincolate da regole di conformità e custodia.
I segnali indicano una struttura di fondo, non speculativa
L’andamento del prezzo di Ethereum ha iniziato a riflettere il miglioramento dei fondamentali.
L’asset è uscito da un trend ribassista durato diversi mesi e gli operatori stanno osservando con attenzione se riuscirà a riconquistare l’area 3.500–3.600 dollari.
Sebbene i livelli di prezzo restino soggetti alle condizioni generali di mercato, gli analisti sottolineano che l’attuale situazione differisce dai cicli passati, guidati principalmente da afflussi speculativi.
Sta emergendo invece un quadro di graduale assorbimento dell’offerta, trainato dalla partecipazione allo staking, da un utilizzo costante della rete e dall’ingresso di capitale istituzionale.
Storicamente, questa configurazione ha preceduto fasi più forti e durature per Ethereum, piuttosto che segnare i picchi finali di ciclo.
Guardando al 2026
Con più ETH bloccato che sbloccato, un’attività di rete che rimane robusta e lo staking istituzionale in espansione in vista di potenziali catalizzatori regolamentari, gli analisti ritengono che Ethereum possa entrare in una fase di offerta limitata che potrebbe definire il suo prossimo ciclo.
Invece di dipendere dal momentum di prezzo nel breve termine, le prospettive si basano sempre più sulle dinamiche del protocollo.
Man mano che lo staking continua ad assorbire l’offerta circolante e il burn riduce l’emissione netta, il mercato potrebbe essere costretto a rivalutare Ethereum in condizioni di offerta più rigida se la domanda dovesse accelerare nel 2026.
Per ora, i dati suggeriscono che la convinzione si sta costruendo silenziosamente on-chain, ancora prima dell’arrivo della prossima ondata di capitale tradizionale.

