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Il 38% delle altcoin ora scambia vicino ai minimi storici: peggio del crollo di FTX

Il 38% delle altcoin ora scambia vicino ai minimi storici: peggio del crollo di FTX

La quota di altcoin attive che scambiano vicino ai minimi storici ha raggiunto il 38% agli inizi di marzo, secondo l’analista di CryptoQuant Darkfost, superando la lettura del 37,8% registrata dopo il collasso di FTX nel novembre 2022.

La capitalizzazione complessiva del mercato delle altcoin si è contracted da un picco di 1,9 trilioni di dollari a circa 981 miliardi di dollari, un calo di oltre il 48%.

Il Crypto Fear and Greed Index era a 12 su 100 l’8 marzo, il livello più basso dai tempi del mercato ribassista del 2022.

La dominance di Bitcoin (BTC) è salita a circa il 57%, e il CoinMarketCap Altcoin Season Index segna attualmente 35, valore che indica una fase di Bitcoin Season, mentre la soglia per una altcoin season è 75 o superiore.

Cosa mostrano i dati

Il volume di scambio delle altcoin è fell da un picco di 241 miliardi di dollari nell’ottobre 2025 a circa 99 miliardi di dollari, con un calo del 58%.

L’open interest sui derivati delle altcoin è sceso da 170 miliardi di dollari a 69,5 miliardi di dollari nello stesso periodo: una riduzione dell’esposizione a leva che riflette un ampio riposizionamento risk-off piuttosto che un deleveraging ordinato.

Ethereum (ETH) è sceso di oltre il 60% dal suo massimo storico di 4.950 dollari a circa 1.971 dollari.

Darkfost ha descritto l’ambiente come uno in cui «le condizioni complessive restano sfavorevoli alla presa di rischio», sottolineando che il settore delle altcoin subisce per primo le conseguenze del ritiro di capitali.

Diversi token specifici illustrano l’entità della situazione: Ethena (ENA) scambiava il 7% sopra il suo minimo storico e il 93% sotto il suo massimo storico di 1,52 dollari, mentre World Liberty Financial scambiava solo il 6% sopra il suo minimo storico.

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Perché è importante

Il drawdown coincide con un contesto macro caratterizzato da tre pressioni simultanee: la guerra in Iran e lo shock petrolifero, il deterioramento del mercato del lavoro statunitense e un’inflazione salariale persistente, che hanno spinto la Federal Reserve a restare in attesa, prosciugando l’appetito per il rischio in tutte le classi di asset.

Le altcoin, in quanto segmento a più alta beta del mercato delle criptovalute, hanno assorbito i danni maggiori.

Sotto la superficie emergono segnali timidi di accumulazione istituzionale. I detentori di Ethereum hanno added circa 252.142 ETH nelle posizioni nette al 1° marzo, un aumento del 3.500% nell’accumulazione secondo BeInCrypto.

Gli ETF spot su Bitcoin hanno attirato oltre 700 milioni di dollari di afflussi agli inizi di marzo. Se tale flusso si riverserà sulle altcoin dipenderà dalla stabilizzazione del quadro macro, una variabile completamente al di fuori del controllo del mondo crypto.

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