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Il CEO di Coinbase nega lo scontro con la Casa Bianca sulla battaglia sugli stablecoin del CLARITY Act

Il CEO di Coinbase nega lo scontro con la Casa Bianca sulla battaglia sugli stablecoin del CLARITY Act

Coinbase CEO Brian Armstrong ha contestato le notizie secondo cui l’amministrazione Trump avrebbe minacciato di ritirare il sostegno alla normativa sulle criptovalute dopo che l’exchange ha ritirato il proprio appoggio questa settimana.

Armstrong said che la Casa Bianca è stata «molto costruttiva» e ha chiesto a Coinbase di negoziare direttamente con le banche sulle disposizioni relative al rendimento degli stablecoin.

La Commissione bancaria del Senato ha postponed la seduta di markup prevista poche ore dopo il ritiro del sostegno da parte di Coinbase il 14 gennaio, gettando incertezza sulle tempistiche del disegno di legge.

Cosa è successo

La giornalista Eleanor Terrett ha riferito che fonti della Casa Bianca sostenevano che i funzionari fossero «furiosi» per il ritiro «unilaterale» di Coinbase e stessero considerando di abandoning the CLARITY Act entirely.

Armstrong ha contestato direttamente questa caratterizzazione, affermando che i funzionari dell’amministrazione hanno chiesto a Coinbase di lavorare con i gruppi bancari per affrontare le preoccupazioni sul rendimento degli stablecoin.

«In realtà, stiamo elaborando alcune buone idee su come possiamo aiutare in particolare le community bank con questo disegno di legge», ha scritto Armstrong su X.

La controversia ruota attorno a disposizioni che limiterebbero le piattaforme crypto nell’offerta di rendimento passivo sulle posizioni in stablecoin, che rappresentano circa 1 miliardo di dollari di ricavi annuali per Coinbase.

Le banche comunitarie e regionali hanno avvertito che consentire stablecoin ad alto rendimento potrebbe accelerare la fuoriuscita di depositi dai tradizionali conti di risparmio, che offrono tassi significativamente più bassi.

Perché è importante

Lo scontro sul rendimento degli stablecoin mette in luce tensioni fondamentali tra l’innovazione crypto e la stabilità del settore bancario, mentre i legislatori cercano di varare una regolamentazione complessiva degli asset digitali.

Coinbase ha ritirato il suo sostegno citando molteplici preoccupazioni, tra cui le restrizioni sulle azioni tokenizzate, i divieti sulla finanza decentralizzata e quella che Armstrong ha definito una cattura regolatoria da parte degli interessi bancari.

Lo zar per le criptovalute della Casa Bianca David Sacks ha esortato il settore a «risolvere le ultime divergenze», sottolineando che «l’approvazione della normativa sulla struttura di mercato è più vicina che mai».

La reazione del settore è stata nettamente divisa, con il CEO di Ripple Brad Garlinghouse che ha definito il disegno di legge «un enorme passo avanti», mentre Arjun Sethi di Kraken ha avvertito che un passo indietro «cristallizzerebbe l’incertezza».

Il rinvio di fatto spinge le principali riforme normative sulle criptovalute verso la fine del 2026 o il 2027, mentre i legislatori devono fare i conti con le pressioni delle elezioni di metà mandato e finestre legislative limitate.

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