Chen Zhi, fondatore del Prince Group e presunto artefice di billions in cryptocurrency fraud, è stato arrestato in Cambogia e deportato in Cina.
L’uomo d’affari sino-cambogiano di 38 anni faces un’indagine da parte delle autorità cinesi in seguito al sequestro, avvenuto in ottobre, di Bitcoin per 15 miliardi di dollari da parte delle autorità statunitensi.
Il Cambodia-China Times ha riferito che l’arresto è avvenuto il 7 gennaio, ponendo fine a settimane di speculazioni sulla scomparsa di Chen dopo la chiusura del Prince Group in ottobre.
Cosa è successo
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha filed in ottobre la sua più grande azione di confisca di criptovalute di sempre, sequestrando circa 127.271 Bitcoin (BTC) per un valore di 15 miliardi di dollari.
Chen è stato accusato di gestire in tutta la Cambogia complessi di lavoro forzato che portavano avanti truffe di investimento in criptovalute di tipo “pig butchering” rivolte a vittime di tutto il mondo.
L’atto d’accusa sosteneva che le operazioni di Chen generassero 30 milioni di dollari al giorno tramite schemi fraudolenti in cui persone trafficate erano costrette a mettere in atto truffe romantiche e di investimento.
In seguito alle sanzioni di Stati Uniti e Regno Unito, le autorità di Hong Kong, Singapore, Corea del Sud, Taiwan e Thailandia hanno froze beni per almeno 700 milioni di dollari sospettati di appartenere a Chen o al Prince Group.
Nel Regno Unito sono stati sequestrati immobili per 172 milioni di dollari, compresi beni immobiliari vicino all’ambasciata statunitense a Londra.
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Perché è importante
Il caso rappresenta una delle più grandi operazioni di contrasto legate alle criptovalute a livello globale, mettendo in evidenza i legami tra tratta di lavoratori forzati e frodi crittografiche.
Radio Free Asia ha segnalato per prima le attività criminali del Prince Group nel febbraio 2024, sollevando interrogativi sul motivo per cui le autorità finanziarie abbiano impiegato anni ad agire contro quella che è diventata la più grande impresa criminale dell’Asia.
L’Ufficio di Sicurezza Nazionale di Taiwan ha ipotizzato collegamenti del Prince Group con le attività del “Fronte Unito” cinese, suggerendo un possibile sostegno statale alle operazioni.
Secondo le notizie, Chen avrebbe costruito nel corso dell’ultimo decennio un conglomerato da 60 miliardi di dollari grazie a frodi online e schemi di lavoro forzato gestiti dai complessi di truffa della Cambogia.
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