Un'escalation delle tensioni geopolitiche legata agli Stati Uniti sta rafforzando il dollaro spostando l'onere economico dei costi energetici più elevati su Europa e Asia, tightening global liquidity conditions che pesano sui mercati cripto, secondo un rapporto di HTX Research.
Il report afferma che l'attuale reazione del mercato è guidata meno dalle dinamiche tradizionali di fuga dal rischio e più da uno shock energetico dal lato dell'offerta centrato sullo Stretto di Hormuz, una rotta di transito cruciale per i flussi globali di petrolio. Sebbene i prezzi del petrolio siano aumentati a causa del rischio di offerta, l'impatto è stato distribuito in modo disomogeneo tra le regioni.
Europa e Asia, che dipendono maggiormente dall'energia importata che transita attraverso lo Stretto, stanno affrontando una pressione sui costi prolungata che alimenta una crescita più debole e condizioni finanziarie più rigide. Al contrario, gli Stati Uniti, con una relativa maggiore indipendenza energetica e condizioni di finanziamento più favorevoli, sono meno esposti allo stesso grado di tensione economica.
La forza del dollaro riflette l'impatto globale diseguale dello shock energetico
Questa divergenza sta sostenendo la domanda di asset denominati in dollari, anche se i rischi geopolitici originano dalle decisioni di politica degli Stati Uniti. Il rapporto osserva che in tali condizioni il capitale tende a fluire verso la relativa stabilità del sistema finanziario statunitense, rafforzando il dollaro.
Allo stesso tempo, i prezzi più alti del petrolio agiscono come una tassa globale sui flussi di cassa, aumentando i costi della vita e costringendo le istituzioni a rivedere le aspettative di inflazione, i tassi d'interesse e le allocazioni di portafoglio.
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La compressione della liquidità pesa sui mercati cripto
L'inasprimento della liquidità globale sta emergendo come il principale canale di trasmissione verso i mercati degli asset digitali. Il rialzo dei rendimenti e le aspettative persistenti di inflazione limitano la capacità delle banche centrali di allentare la politica monetaria, riducendo la disponibilità di capitale per gli asset ad alta volatilità.
Il rapporto sottolinea che questo contesto non è una classica fase di rifugio sicuro. Invece di un rally dell'oro e degli asset difensivi, i rendimenti sono saliti mentre gli asset rischiosi, incluso Bitcoin (BTC), sono finiti sotto pressione. Ciò riflette una contrazione della liquidità piuttosto che una rotazione verso la sicurezza.
Bitcoin potrebbe rimanere relativamente resiliente grazie alla sua liquidità e al posizionamento istituzionale, ma il rapporto afferma che ciò non implica un immediato potenziale rialzista. Ethereum (ETH) rimane più dipendente dall'appetito per il rischio e dai flussi di capitale, mentre la maggior parte delle altcoin è più esposta al calo della liquidità e della domanda speculativa.
Inoltre, il rapporto afferma che il mercato è passato a una fase definita da difesa e riprezzamento, in cui l'andamento del petrolio, dei rendimenti e della liquidità in dollari continuerà a modellare la performance delle criptovalute.
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