I CEO di Anthropic e OpenAI sostengono il rallentamento dell’AI per timori sulla sicurezza

Industry leaders debate how an AI slowdown could work amid safety fears and global competition. (Image: Shutterstock)
Industry leaders debate how an AI slowdown could work amid safety fears and global competition. (Image: Shutterstock)

Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha invocato un rallentamento nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, inserito in un piano di supervisione articolato in tre pilastri. La proposta ha raccolto il sostegno di alcuni rivali, ma solleva interrogativi su chi dovrebbe farla rispettare, sugli effetti sulla concorrenza e sui costi economici per il settore.

Punti chiave:

  • Amodei propone monitoraggio indipendente dei modelli, regole comuni di settore e una cornice di regolazione globale.
  • Sam Altman ed Elon Musk appoggiano l’idea di rallentare, ma i critici sottolineano l’assenza di limiti chiari e vincolanti.
  • La competizione USA‑Cina e la dipendenza dagli investimenti in AI rendono complesso qualsiasi stop coordinato.

Il rallentamento secondo Amodei

In un intervento del 12 settembre, Amodei ha chiesto di rallentare il ritmo di sviluppo dell’AI, una posizione immediatamente appoggiata dal CEO di OpenAI Sam Altman e da Elon Musk. L’ex ricercatore di Anthropic Jacob Coxon ha dichiarato all’emittente britannica che chi lavora ai sistemi più avanzati è “sinceramente spaventato” per il futuro dell’umanità.

La sua proposta prevede il monitoraggio indipendente dei modelli durante la fase di sviluppo, regole condivise a livello di industria e una regolamentazione globale. Il piano rafforza l’architettura di controllo, ma non chiarisce chi avrebbe l’autorità di imporre eventuali limiti, né come impedire a concorrenti e Paesi rivali di proseguire comunque nella corsa all’AI.

La dimensione geopolitica è il principale ostacolo: Washington punta a mantenere il vantaggio su Pechino, mentre le aziende temono che una pausa unilaterale le faccia finire in coda. Il 13 settembre il presidente Donald Trump ha rivendicato la leadership statunitense sull’AI rispetto alla Cina, sintetizzando così la posta in gioco: “Chi vince l’AI, vince”.

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I dubbi di Zitron sull’applicazione

Ed Zitron, CEO di EZ Primary Research, giudica la proposta ancora troppo indefinita per poter essere valutata in modo concreto. “Nessuno ha fornito una spiegazione sostanziale di cosa significhi ‘rallentare’”, ha affermato, aggiungendo che un blocco dell’addestramento dei modelli potrebbe consentire ai laboratori cinesi di colmare il divario e replicare prodotti rimasti fermi.

Zitron avverte inoltre che un rallentamento potrebbe modificare la struttura dei prezzi e indebolire un’economia dell’AI già fragile. “Questo potrebbe far scoppiare la bolla”, sostiene, ricordando come il settore non disponga ancora di una definizione operativa di “slowdown”.

Le incertezze vanno oltre le politiche di sicurezza. Il dirigente di Synthesia Alexander Voica osserva che i regolatori non hanno ancora chiaro come verranno effettivamente utilizzati sistemi sempre più potenti, avvertendo che una regolazione affrettata “potrebbe ritorcersi contro”. La fondatrice di Sustainable AI, Sasha Luccioni, afferma invece di essere più preoccupata dagli incentivi aziendali che dai rischi esistenziali.

Nel Regno Unito, l’AI è promossa come leva per la sanità, il mondo del lavoro e la politica economica, rendendo qualsiasi rallentamento generalizzato anche una questione di crescita, oltre che di sicurezza. L’informatica Wendy Hall sostiene che le imprese debbano essere responsabili nel mantenere i sistemi sotto controllo, paragonando la situazione a un allevatore che non riesce a contenere un toro distruttivo.

Lo scetticismo corre però anche in senso opposto. Il ricercatore del Capital Research Centre Parker Thayer parla di un tentativo politico di “regolamentare l’AI fino a distruggerla”, un’accusa che la BBC definisce estrema e non supportata da prove. Il dibattito ora intreccia sicurezza, competizione tra Stati, flussi di investimento e responsabilità aziendale, senza un meccanismo condiviso per stabilire quanto e come rallentare davvero lo sviluppo.

Il cambio di tono è significativo: al primo vertice globale sulla sicurezza dell’AI, tenuto a Bletchley Park nel novembre 2023, l’attenzione si concentrava sui rischi estremi, che molti osservatori consideravano allora lontani. Tre anni più tardi, sono gli stessi vertici dell’AI a discutere pubblicamente di rallentamento, mentre restano irrisolti nodi cruciali come l’impatto sull’occupazione, la regolazione effettiva e il controllo dei sistemi.

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Alexey Bondarev

Alexey Bondarev è il Responsabile dei Contenuti di Yellow.com e si occupa di criptovalute da 10 anni. È specializzato in articoli di Ricerca e Approfondimento, con un’attenzione particolare all’analisi, al contesto del settore e alle grandi forze che stanno plasmando il mondo crypto, dall’era dell’IA e le tecnologie di sicurezza fino all’innovazione fintech. È convinto che tutto ciò che è digitale supererà presto tutto ciò che è analogico e lavora duramente per contribuire a realizzare questa visione.

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