Durante il fine settimana, è emerso un dibattito nel settore delle criptovalute sull'inclusione di vari asset digitali, oltre a Bitcoin, in una proposta di riserva di asset digitali statunitense. XRP è diventato il fulcro delle critiche nel discorso. Il CEO di Ripple Brad Garlinghouse ha affrontato queste critiche, difendendo il potenziale ruolo di XRP e criticando la natura divisiva del massimalismo nel settore delle criptovalute.
Lunedì, Garlinghouse ha preso la parola sulla piattaforma sociale X per enfatizzare l'importanza della cooperazione in quello che ha descritto come un "mondo multichain" all'interno del settore criptovalutario. Ha affermato: "L'industria delle criptovalute ha una reale opportunità di raggiungere obiettivi comuni se lavoriamo insieme invece di smantellarci a vicenda.
Questo non è, e mai sarà, un gioco a somma zero." Difendendo un ambiente equo piuttosto che una ostilità competitiva tra token, Garlinghouse ha rivelato di possedere vari asset, tra cui BTC e ETH, oltre a XRP. Ha inoltre affermato che qualsiasi riserva di asset digitali statunitense dovrebbe comprendere l'intero settore piuttosto che dare priorità a una singola valuta. "Il massimalismo rimane il nemico del progresso delle criptovalute", ha aggiunto, notando la sua influenza decrescente nella comunità.
Nonostante l'appello di Garlinghouse all'unità, la sua dichiarazione ha affrontato opposizione, particolarmente dai massimalisti di Bitcoin. I critici lo hanno accusato di ipocrisia e strategia aziendale. Michelle Weekly, una sostenitrice di Bitcoin ed esponente nel panorama delle criptovalute, ha risposto con veemenza, affermando che Garlinghouse non ha apportato nulla di positivo o innovativo all'industria. Ha affermato: "Il massimalismo non è il nemico, sei tu il nemico", e ha sostenuto che Ripple aveva precedentemente fatto pressione contro l'inclusione di Bitcoin nelle riserve statunitensi, promuovendo regolamenti dannosi durante la passata amministrazione.
Questa controversia sorge in mezzo a discussioni più ampie riguardo alla costituzione di una riserva di asset digitali statunitense e alle potenziali criptovalute che dovrebbe includere.
Il presidente Donald Trump ha recentemente firmato un ordine esecutivo che incarica un'esplorazione sull'aggiunta di varie criptovalute al magazzino nazionale, mettendo di conseguenza i sostenitori del BTC contro gli altri nel settore delle criptovalute. Voci autorevoli come il fondatore di Messari, Ryan Selkis, si sono opposte fermamente all'inclusione di monete come XRP e Solana, considerandole "tossiche" e sostenendo il BTC come l'unica scelta appropriata.
Anche il CEO di Strike, Jack Maller, ha espresso la sua opinione attraverso un video su X, criticando quella che ha descritto come l'"agenda anti-Bitcoin" di Ripple. Ha argomentato: "Bitcoin, come rete decentralizzata, rappresenta la libertà e la resilienza. XRP, invece, è centralizzato e controllato da aziende. Includerlo in qualsiasi riserva statunitense minerebbe i principi della sovranità economica."
Questo dialogo mette in evidenza le tensioni in corso e le differenti prospettive all'interno della comunità delle criptovalute, mentre le discussioni attorno a una riserva di asset digitali continuano a evolversi.