Bitcoin (BTC) è sceso a circa 65.000 $ mentre un ampio selloff nelle azioni tecnologiche esposte all’intelligenza artificiale ha innescato un diffuso movimento di avversione al rischio su azioni, materie prime e criptovalute, trascinando la capitalizzazione complessiva del mercato cripto in calo di circa l’1,25% a 2,27 trilioni di dollari.
Cosa è successo: la svendita tech colpisce le cripto
Il Nasdaq Composite è scivolato di oltre il 2% giovedì, mentre gli investitori vendevano le azioni delle società legate all’IA per il timore che i rapidi progressi dell’intelligenza artificiale possano sconvolgere interi settori, dal software alla logistica. Il Dow Jones Industrial Average è sceso di circa l’1,3%, ovvero oltre 650 punti, mentre lo S&P 500 ha perso l’1,6%.
Nvidia, Meta, Amazon e Apple hanno registrato tutte forti perdite, con Apple in calo di circa il 5%. Cisco Systems è precipitata di oltre il 12% dopo aver fornito una previsione sugli utili debole che ha oscurato l’aumento delle vendite legato all’espansione dell’IA da parte dei colossi del Big Tech.
I future sull’oro sono scesi del 3% mentre gli investitori si sono spostati sui Treasury e sulle valute rifugio, tra cui dollaro e franco svizzero. BTC di recente veniva scambiato intorno a 66.151 $, in calo di circa l’1,4% nelle 24 ore, con un volume di scambi di circa 44,23 miliardi di dollari.
Il selloff è arrivato alla vigilia del report sull’Indice dei Prezzi al Consumo di venerdì, che gli investitori osservano per capire se l’inflazione stia rallentando abbastanza da mantenere vive le aspettative di tagli dei tassi. I dati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno mostrato un calo inferiore alle previsioni, aggiungendosi alle preoccupazioni sollevate dal report occupazionale di gennaio, che ha evidenziato un numero di nuovi posti di lavoro doppio rispetto alle attese: una combinazione che complica il percorso della Federal Reserve sui tassi di interesse.
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Perché è importante: correlazione cripto–tech
La correlazione tra la capitalizzazione totale del mercato cripto e i principali ETF azionari, come il QQQ legato al Nasdaq, è salita oltre 0,9 nelle ultime 24 ore, il che significa che i movimenti dei titoli tecnologici si riflettono quasi immediatamente sugli asset digitali. Questo forte legame trasforma ogni scossone del settore tech in un problema per le cripto.
Le metriche di sentiment confermano il quadro.
Il crypto fear and greed index è sceso in territorio a singola cifra, una lettura classificata come paura estrema, e gli asset in gestione degli ETF spot su BTC sono calati in modo significativo nell’ultimo mese — segnali che il capitale istituzionale aveva già iniziato a ridursi prima della svendita di giovedì.
La dominance di BTC resta vicina al 58%, il che suggerisce che il calo riguarda tutto il mercato e non è guidato da una rotazione fuori dalle altcoin. L’elevato open interest sui derivati implica che ulteriori picchi di volatilità siano possibili se le vendite dovessero accelerare.
Ciò che accadrà dopo probabilmente dipenderà più dai segnali macroeconomici che da una singola narrativa cripto. Una stabilizzazione dei titoli legati all’IA e ai chip potrebbe consentire agli asset digitali di recuperare terreno, mentre una correzione tech più profonda o un dato CPI superiore alle attese venerdì manterrebbero la pressione sugli asset rischiosi in generale.
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