Bitcoin (BTC) è scambiato intorno ai 73.000 dollari - in calo di circa il 18% dall’inizio dell’anno e del 42% sotto il massimo storico di circa 125.000 dollari raggiunto a ottobre - e il CEO di Keyrock Kevin de Patoul non riesce a spiegare del tutto il perché.
Nel suo view, le condizioni macro e istituzionali accumulate negli ultimi 18 mesi avrebbero dovuto spingere il prezzo più in alto, non più in basso.
Questo scollamento, sostiene, riflette un problema strutturale: Bitcoin continua a comportarsi come un asset risk-on piuttosto che come l’hedge macro che i suoi sostenitori affermano che sia, e il capitale istituzionale nello spazio rimane tattico più che ideologico.
Cosa Vede Keyrock
De Patoul, che ha co-fondato Keyrock nel 2017 come market maker crypto ora attivo su 85 exchange, ha detto a CoinDesk che il 2026 sembra meno un ciclo di breakout e più una fase di “ricablaggio”.
L’azienda lavora con banche, gestori patrimoniali, emittenti ed exchange, il che le dà visibilità diretta sui flussi istituzionali.
«È ancora prezzato come un asset risk-on», ha detto. «Ultimo a entrare, primo a uscire in termini di allocazione del capitale. Se gli investitori lo percepiscono così, allora nei periodi di stress riducono l’esposizione.»
Descrive due mercati in gran parte non correlati che operano in parallelo. Il primo è l’ecosistema cripto-native - DeFi, altcoin, liquidità speculativa - dove i rally generalizzati si sono fermati e sono stati sostituiti da “opportunità molto precise”.
Il secondo è la silenziosa digitalizzazione della finanza tradizionale: fondi del mercato monetario tokenizzati, stablecoin e infrastruttura di regolamento, dove l’entusiasmo istituzionale non è venuto meno.
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Perché il 2027–2028 Potrebbe Essere Diverso
Il problema, ha detto de Patoul, è che il livello di tokenizzazione è stato costruito prima della sua reale utilità. I fondi tokenizzati esistono, ma la scarsa liquidità secondaria, la limitata accettazione come collaterale e i ponti incompleti verso i bacini di capitale tradizionale fanno sì che i token «funzionino come involucri piuttosto che come strumenti trasformativi».
«Hanno costruito il token», said. «Ora la domanda è: dove può essere usato? Chi lo accetta? Può essere usato come collaterale? Può portare liquidità su larga scala?»
Vede il 2027 e il 2028 come il vero punto di svolta - quando gli asset del mondo reale tokenizzati potrebbero avvicinarsi alla dimensione complessiva dell’intero picco del precedente ciclo crypto. I mercati dei capitali tradizionali sono ordini di grandezza più grandi del crypto; anche una piccola migrazione on-chain potrebbe essere trasformativa.
La tempistica normativa rimane un vincolo. De Patoul ha definito il CLARITY Act una “bandiera gialla”, avvertendo che un ritardo di due anni avrebbe un «impatto significativo» sulle istituzioni che attendono certezza legale prima di dispiegare capitale su larga scala.





