Il trading di criptovalute nel 2025 è stato sempre più guidato dal comportamento istituzionale piuttosto che dalla speculazione retail, secondo i dati pubblicati da Bitget, che evidenziano un cambiamento strutturale più ampio nel modo in cui le borse centralizzate vengono utilizzate.
Bitget ha riportato 8,17 trilioni di dollari di volume di trading in derivati per l’anno.
Più rivelatore del volume complessivo, però, è stato il cambiamento nella partecipazione.
Il trading spot istituzionale rappresentava l’82% del volume a dicembre, in aumento dal 39,4% all’inizio dell’anno, suggerendo che il capitale professionale ora domina l’attività sull’exchange.
Il capitale istituzionale rimodella le dinamiche di liquidità
La crescente quota istituzionale è coincisa con order book più profondi, spread più ridotti e liquidità più costante durante i periodi di volatilità, secondo le comunicazioni dell’exchange.
Queste caratteristiche sono in linea con le tendenze di mercato più ampie osservate nel 2025, quando i mercati crypto sono diventati più concentrati e sempre più trainati dai derivati.
L’attività su opzioni e futures ha riflesso uno spostamento dal trading puramente direzionale verso strategie con gestione del rischio, come coperture (hedging), generazione di rendimento ed esposizione strutturata.
Questa evoluzione rispecchia il comportamento dei mercati dei capitali tradizionali e indica che il trading crypto viene sempre più trattato come parte della gestione di portafogli più ampi, anziché come attività speculativa isolata.
Gli asset tokenizzati passano dall’esperimento all’uso effettivo
Gli asset tradizionali tokenizzati sono emersi come un contributore significativo all’attività di trading.
Bitget ha riportato oltre 15 miliardi di dollari di volume di trading cumulativo per i futures su azioni tokenizzate nel 2025, con un trading giornaliero in azioni tokenizzate e altri strumenti TradFi superiore a 2 miliardi di dollari poco dopo il lancio.
La domanda è stata trainata in gran parte dall’esposizione sintetica alle azioni statunitensi durante le ore di chiusura dei mercati e da giurisdizioni con accesso diretto limitato ai mercati.
L’ampiezza dell’attività suggerisce che la tokenizzazione sta passando dalla fase di proof-of-concept all’uso funzionale, in particolare durante periodi di elevata sensibilità macro.
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Accesso on-chain e flussi di riserva segnalano un cambiamento di fiducia
Anche il trading on-chain ha guadagnato trazione.
Dal lancio del suo livello di accesso on-chain in aprile, Bitget ha generato oltre 2,4 miliardi di dollari di volume di trading on-chain cumulativo entro fine anno, consentendo agli utenti di negoziare asset su più blockchain da un unico account.
Piuttosto che sostituire il trading centralizzato, l’accesso on-chain sembra funzionare come un livello di liquidità complementare.
I dati sulle riserve citati dall’exchange, basati su analisi di terze parti di CryptoQuant e Lookonchain, hanno mostrato che le riserve di Bitcoin (BTC) di Bitget sono aumentate nel 2025, mentre i saldi complessivi di BTC sulle borse centralizzate sono diminuiti a livello di settore.
In diversi momenti, la piattaforma è risultata tra gli exchange con i maggiori afflussi netti di bitcoin, un segnale spesso associato alla fiducia nella custodia durante i mercati volatili.
Anche il comportamento retail si è evoluto.
Sebbene i volumi di trading fossero sbilanciati verso gli istituzionali, l’utilizzo da parte dei consumatori si è concentrato sempre più su pagamenti e prodotti di rendimento, con l’exchange che ha riportato un forte aumento della spesa con carta e dell’attività di earning basata su stablecoin.
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