Netflix ha pagato 587 milioni di dollari in contanti per InterPositive, la startup di filmmaking basata su intelligenza artificiale co‑fondata da Ben Affleck, secondo un documento regolamentare appena reso pubblico.
Punti chiave:
- Netflix ha perfezionato l’acquisizione a marzo, ma il prezzo di 587 milioni è emerso soltanto nel filing di luglio.
- InterPositive sviluppa strumenti di AI per la post‑produzione, come ricostruzione di inquadrature mancanti, correzioni di luce e sostituzioni di sfondi.
- Affleck è entrato in Netflix come senior adviser, mentre tutti i 16 membri del team della startup sono stati assorbiti dall’azienda.
L’accordo AI di Netflix
Netflix aveva annunciato l’operazione a marzo senza rivelarne i termini economici, limitandosi a comunicare che l’intero team di InterPositive sarebbe passato al colosso dello streaming e che Affleck avrebbe continuato a collaborare come consigliere senior.
In seguito un report di Bloomberg aveva stimato il valore potenziale dell’intesa fino a 600 milioni di dollari. Il filing di Netflix presso la SEC ha poi indicato un esborso cash di 587 milioni di dollari. Il closing è avvenuto a marzo.
Affleck ha fondato InterPositive nel 2022 con l’obiettivo di sviluppare sistemi di AI addestrati su tecniche di regia e flussi di lavoro produttivi, più che strumenti pensati per generare interpretazioni complete o sostituire la componente creativa umana.
La tecnologia utilizza il girato di produzione per risolvere problemi pratici di post‑produzione, tra cui inquadrature mancanti, luci non omogenee, errori di continuità, sostituzioni di sfondi e rifinitura degli effetti visivi. Affleck ha spiegato che gli strumenti includono dei paletti per garantire che le decisioni artistiche finali restino nelle mani dei creativi.
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La strategia AI di Affleck
Il prezzo riconosce una valutazione elevata a una struttura di dimensioni contenute. InterPositive contava 16 tra ingegneri, ricercatori e profili creativi: l’esborso equivale a circa 36,7 milioni di dollari per ogni membro del team, anche se il calcolo non isola il valore della tecnologia e della proprietà intellettuale sviluppata.
La decisione di Netflix di integrare l’intera squadra, e non limitarsi a un accordo di licenza, suggerisce la volontà di incorporare questi strumenti direttamente nei propri sistemi di produzione, anziché offrirli come soluzioni esterne.
Il gruppo ha dichiarato che circa 300 titoli hanno già fatto uso di AI generativa, segnale che l’acquisizione si innesta su progetti già in corso.
I vertici di Netflix e Affleck presentano la tecnologia come un supporto ai filmmaker, non come un rimpiazzo di sceneggiatori, registi, attori o troupe. Una distinzione cruciale a Hollywood, dove l’adozione dell’AI continua a sollevare timori su posti di lavoro, diritti di proprietà e utilizzo delle opere creative per l’addestramento dei modelli.
L’operazione arriva dopo anni di forte sperimentazione con l’intelligenza artificiale nel cinema e nella TV, ma il perimetro di InterPositive è più ristretto rispetto alla generazione di video a partire da testo. I suoi modelli sono progettati per riparare o perfezionare il girato dopo le riprese, avvicinando la tecnologia alle attività tradizionali di post‑produzione più che alla creazione automatizzata di contenuti.
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