The New York Times, The Economist e Agence France-Presse sono entrati in una coalizione di editori che chiede alle società di intelligenza artificiale di pagare per l’utilizzo delle notizie, portando a circa 80 il numero dei membri.
Punti chiave:
- The New York Times, The Economist e AFP sono tra oltre 40 nuovi membri entrati lunedì.
- La coalizione sta definendo standard per tracciare come i sistemi di IA utilizzano il giornalismo e per sostenere accordi di licenza.
- I rinvii da ricerca Google verso oltre 2.500 siti sono calati del 33% in un anno, aumentando la pressione sugli editori.
SPUR raddoppia i propri membri
Le tre testate hanno aderito lunedì a SPUR, acronimo di Standards for Publisher Usage Rights, insieme a più di 40 nuovi membri. L’allargamento ha sostanzialmente raddoppiato la coalizione e portato dentro anche The Atlantic, ITV News, The Observer e l’Associazione Brasiliana dei Quotidiani. SPUR conta ora circa 80 aderenti in oltre 20 Paesi.
La coalizione era stata lanciata a febbraio da The Guardian, Financial Times, Telegraph, BBC e Sky News. L’obiettivo è sviluppare standard tecnici che consentano agli editori di capire come le aziende di IA utilizzano i loro contenuti giornalistici e di negoziare accordi di licenza su basi più trasparenti.
Il Times porta in dote anche le proprie battaglie legali con gli sviluppatori di IA. Il quotidiano ha citato in giudizio OpenAI e Microsoft nel dicembre 2023 per l’uso dei suoi articoli, per poi avviare una causa contro Perplexity due anni dopo. Parallelamente, ha siglato a maggio 2025 un accordo di licenza contenuti con Amazon.
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Grossman-Cohen sul diritto d’autore
«La tutela della proprietà intellettuale e il progresso tecnologico possono e devono coesistere», ha dichiarato Rebecca Grossman-Cohen, senior vice president per le partnership strategiche e le operations esecutive del Times. A suo avviso, non possono essere le sole piattaforme tecnologiche a fissare le regole per l’uso dei contenuti protetti da copyright.
Il co-fondatore di SPUR David Buttle ha sottolineato che oggi gli editori non dispongono di strumenti efficaci per assicurarsi una remunerazione equa e che, in molti casi, il loro lavoro viene di fatto sottratto senza compenso. I dati di traffico evidenziano la pressione: i rinvii organici da Google verso oltre 2.500 siti web sono crollati del 33% tra novembre 2024 e novembre 2025, secondo le metriche di Chartbeat, mentre i motori di ricerca introducevano risposte generate dall’IA direttamente sulle pagine dei risultati.
Lo standard di telemetria SPUR
Lo strumento principale della coalizione è un Content Telemetry Standard open source, che chiede agli agenti di IA di registrare quando recuperano, utilizzano come base (“ground”), citano e mostrano contenuti di attualità. SPUR ha spiegato di essere al lavoro su strumenti che semplifichino l’adozione di questo standard da parte degli operatori del settore.
Lo standard è stato messo a punto in tempi rapidi. SPUR ha rilasciato la versione 1.0 dopo una consultazione pubblica tra il 12 giugno e il 24 luglio, da cui sono emersi 29 thread di specifiche. L’Associated Press ha aderito come membro fondatore a luglio, uno status che condividono anche Mediahuis e CMA Media e che comporta contributi associativi più elevati.
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