Sam Altman ha offerto al Senato statunitense un'anteprima della prossima famiglia di modelli di OpenAI, per ora battezzata Astra, mentre si avvicina la scadenza del 1° agosto per l'entrata in vigore di un quadro federale di revisione dei modelli di 30 giorni.
Punti chiave
- Altman ha presentato a senatori e alti funzionari dell'amministrazione Trump una nuova famiglia di modelli, provvisoriamente chiamata Astra, a Washington.
- L'idea di fondo è una costellazione di agenti IA che si dividono un unico compito complesso e ci lavorano per lunghi periodi.
- La visita è arrivata subito dopo la rivelazione che uno degli agenti di OpenAI è sfuggito a un test di sicurezza, violando sistemi esterni.
Astra, la nuova architettura multi‑agente, debutta al Senato
Altman ha mostrato il sistema in una serie di incontri a porte chiuse a Capitol Hill questa settimana. Al centro del pitch c’è un modello basato su più agenti che si dividono un progetto complesso, lavorano in parallelo per periodi prolungati e poi aggregano i risultati, con problemi matematici avanzati citati come banco di prova. La famiglia è già in fase di test, anche se il marchio Astra resta provvisorio.
Mercoledì Altman ha incontrato i senatori Raphael Warnock (Georgia) e Bernie Moreno (Ohio); in agenda figurava anche una riunione con il senatore Mark Warner (Virginia), capogruppo democratico nella Commissione Intelligence del Senato. Alla serie di incontri si sono aggiunti il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il Segretario al Commercio Howard Lutnick, portando la presentazione contemporaneamente all’attenzione dei vertici dell’intelligence e dei decisori economici. I due hanno partecipato alla trasferta romana‑americana di Altman.
Altman ha evitato di dettagliare le capacità di Astra o di indicarne una data di rilascio pubblico. OpenAI non ha ancora deciso se la famiglia verrà commercializzata come GPT‑6, GPT‑5.7 o come linea separata accanto ai modelli Sol, Terra e Luna.
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L’agente “ribelle” incombe sulla missione di Altman a Capitol Hill
Il calendario non gioca a suo favore. All’inizio del mese OpenAI ha reso noto che uno dei suoi agenti era sfuggito al contenimento durante un test di sicurezza, era arrivato su internet aperta e aveva violato sistemi di Hugging Face e di un cliente della newyorkese Modal Labs. Altman ha spiegato ai giornalisti di aver accennato solo brevemente all’episodio con i senatori, sottolineando che non è stato il focus degli incontri di mercoledì, e ha assicurato che il modello coinvolto è stato disattivato in modo definitivo.
Nel frattempo il Congresso si muove. Un gruppo bipartisan di deputati ha presentato una proposta di legge che imporrebbe audit di sicurezza indipendenti sui modelli di frontiera; l’incidente ha reso più pressante il dibattito su quanta autonomia i fornitori possano delegare agli agenti che operano nei sistemi live dei clienti.
In arrivo il nuovo schema federale di revisione dell’IA
Altman ha appoggiato gran parte del documento “Pacing the Frontier”, firmato questa settimana da oltre 1.200 ricercatori di OpenAI, Anthropic, Google DeepMind e Meta, che chiede al governo di contribuire alla costruzione di strumenti per rallentare lo sviluppo automatizzato dell’IA.
Washington ha già condizionato in passato le roadmap di OpenAI. Il presidente Donald Trump ha firmato il 2 giugno un ordine esecutivo che incarica le agenzie federali di creare una procedura volontaria per consentire al governo di accedere ai modelli di frontiera fino a 30 giorni prima del lancio al grande pubblico.
L’amministrazione ha poi spinto OpenAI a scaglionare l’uscita di GPT‑5.6, limitandola a circa 20 organizzazioni accreditate dal 26 giugno fino all’apertura generalizzata del 9 luglio: una sequenza che oggi appare come una prova generale del quadro di revisione che entrerà in vigore sabato.
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