Ripple offre ai membri di Crypto ISAC un’arma contro l’infiltrazione nordcoreana

Ripple offre ai membri di Crypto ISAC un’arma contro l’infiltrazione nordcoreana

Ripple (XRP) sta ora fornendo al settore crypto un’esclusiva intelligence sulle minacce nordcoreane tramite Crypto ISAC, una mossa che segue una serie di attacchi interni legati a circa 577 milioni di dollari in fondi rubati.

Ripple apre l’intelligence sulla DPRK

L’azienda ha confermato il contributo il 4 maggio, condividendo i dati tramite Crypto ISAC, il centro settoriale per la condivisione e l’analisi delle informazioni. Coinbase e altri membri fondatori sono tra i primi a integrare il nuovo feed.

Il materiale condiviso copre domini, wallet e indicatori di compromissione legati a campagne attive. Include anche profili dettagliati di presunti operatori della DPRK, con account LinkedIn, email, numeri di telefono, posizioni e pattern comportamentali associati a ciascuna voce.

Crypto ISAC ha affermato che questo livello di dati contestuali non era mai stato condiviso prima tra i membri.

Lo scambio avviene tramite una nuova API che normalizza indicatori Web2 e Web3 per l’integrazione diretta nelle operazioni di sicurezza.

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Perché gli esperti lo definiscono un cambio di passo

Erin Plante, direttrice della sicurezza del brand e dell’intelligence presso Ripple, ha dichiarato che la nuova API rappresenta un passo avanti nel modo in cui l’intelligence circola nell’ecosistema. Ha spiegato che il risultato sono dati di qualità superiore che l’azienda può inserire direttamente nei propri flussi di lavoro di sicurezza.

Justine Bone, direttrice esecutiva di Crypto ISAC, ha sostenuto che la condivisione di informazioni è stata a lungo trattata come opzionale e che il contributo di Ripple trasforma i dati condivisi in una strategia di difesa azionabile su cui l’intero settore può costruire. Il Chief Information Security Officer di Coinbase, Jeff Lunglhofer, ha affermato che il modello di dati preserva contesto e livello di fiducia invece di limitarsi a indicatori grezzi.

L’urgenza nasce da un pattern evidente. Secondo i dati di TRM Labs citati nell’annuncio, gli attori nordcoreani sono responsabili del 76% di tutte le perdite da hack crypto registrate finora nel 2026.

I recenti attacchi crypto della DPRK

La violazione del Drift Protocol, che ha movimentato circa 285 milioni di dollari, non ha coinvolto bug negli smart contract. Gli operatori hanno trascorso mesi a costruire fiducia con i contributori prima di distribuire malware che ha catturato le chiavi multisig, eludendo completamente i sistemi di rilevamento standard.

Il Lazarus Group è stato inoltre collegato al recente attacco a KelpDAO, che ha causato perdite comprese tra circa 290 e 292 milioni di dollari. In precedenza, l’FBI ha confermato il ruolo della Corea del Nord nel furto da 1,5 miliardi di dollari dall’exchange Bybit, e i dati di Chainalysis mostrano che attori collegati alla DPRK hanno rubato oltre 2 miliardi di dollari nel 2025, portando il bottino cumulativo a più di 6,7 miliardi.

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