L’indice principale della Borsa saudita ha recuperato buona parte delle perdite iniziali chiudendo la seduta di domenica in calo dello 0,15%, mentre Saudi Aramco ha lasciato sul terreno lo 0,2%, all’indomani dell’attacco di sabato all’aeroporto di Riyadh in cui sono morte almeno 12 persone.
Punti chiave:
- Il Tadawul All Share Index ha terminato a 10.360,74 punti, dopo essere arrivato a perdere circa l’1% nelle prime battute, con 151 titoli in ribasso e 107 in rialzo.
- L’indice principale del Qatar ha ceduto l’1,45% ai minimi dal maggio 2020, mentre l’EGX 30 egiziano ha perso il 2%.
- Bitcoin è rimasto attorno a 83.000 dollari nelle prime ore di domenica, mentre il Brent ha chiuso venerdì sopra 104 dollari al barile.
Titoli Saudi Aramco
Il Tadawul All Share Index ha chiuso a 10.360,74 punti, in calo di 15,54 punti, dopo un affondo di circa l’1% in avvio di seduta. I ribassi hanno superato i rialzi per 151 titoli contro 107, con scambi per 2,69 miliardi di riyal (718 milioni di dollari). Aramco, che in mattinata era arrivata a perdere lo 0,6%, ha archiviato la giornata in ribasso dello 0,2%, mentre Saudi National Bank, il maggiore istituto saudita per attivi, ha lasciato sul terreno l’1,1%.
Le vendite sono state più pesanti nel resto della regione. A Doha, l’indice di riferimento ha perso l’1,45% a 8.874,73 punti, quarta seduta consecutiva in calo e chiusura più bassa dal maggio 2020, con 38 titoli in ribasso e solo nove in salita. Al Cairo, l’EGX 30 ha ceduto il 2%, con tutti i componenti dell’indice in territorio negativo.
Le autorità dell’aviazione civile saudita hanno fatto sapere che l’attacco di sabato all’aeroporto internazionale King Khalid ha provocato anche oltre 300 feriti, mentre i dati di tracciamento dei voli indicano che la chiusura dello scalo è stata prorogata almeno fino alle 21 di domenica.
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Il commento di Milad Azar
Secondo Milad Azar di XTB MENA, gli operatori erano già nervosi per lo stallo nei colloqui tra Stati Uniti e Iran e per le notizie di disagi ai traffici marittimi nei pressi dello Stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump ha aggiunto ulteriore incertezza sabato, quando ha dichiarato che Washington «potrebbe» unirsi ai raid sauditi contro i ribelli Houthi nello Yemen e che si sarebbe «mossa molto rapidamente».
Domenica gli Houthi hanno messo in guardia compagnie aeree, passeggeri e personale di terra invitandoli a stare alla larga dagli aeroporti sauditi, fatta eccezione per gli scali che servono La Mecca e Medina. Riyadh attribuisce al movimento sciita filo-iraniano la responsabilità dell’attacco. Il conflitto si inserisce nel più ampio teatro di guerra apertosi con i raid di Stati Uniti e Israele contro l’Iran a fine febbraio.
Bitcoin (BTC), uno dei pochi asset scambiati continuativamente nel fine settimana, è rimasto nelle prime ore di domenica vicino alla soglia degli 83.000 dollari, senza reazioni immediate di rilievo. Il Brent ha chiuso venerdì sopra i 104 dollari al barile, prima dell’attacco.
Precedenti attacchi degli Houthi
Quello di sabato è stato il terzo attacco in una settimana contro l’aeroporto di Riyadh e l’episodio più sanguinoso nel regno da oltre un decennio. L’andamento dei listini sauditi ricorda quello del 20 settembre, quando, dopo una serie di raid rivendicati dagli Houthi sulla capitale, l’indice aveva ridotto le perdite chiudendo in calo dello 0,3% a quota 10.750 punti. Da allora il listino ha accumulato un ribasso di circa il 3,6%.
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