Kingstown, Saint Vincent e Grenadine, 4 agosto 2026, Chainwire
Il nuovo rapporto analizza usi leciti e illeciti degli strumenti di privacy nel mondo crypto, basandosi su dati di TRM Labs, Chainalysis, RAND Corporation, United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), Statista e comunicazioni del Dipartimento del Tesoro USA. La tesi centrale: l’attuale impostazione regolamentare si concentra sul livello sbagliato della catena transazionale.
Oggi ChangeNOW, super app per criptovalute, e CoinRabbit, piattaforma di gestione di asset crypto, annunciano la pubblicazione congiunta di “Financial Privacy in the Digital Age”, un report che esamina utilizzo, abusi e quadro normativo delle tecnologie di tutela della privacy nelle criptovalute.
Equilibrare bisogno legittimo e sfruttamento illecito
Per valutare se le tecnologie di privacy facciano più danni o benefici, lo studio mette a confronto i volumi effettivi di uso criminale con l’esigenza stringente di riservatezza nel mondo reale. Le conclusioni sono nette: la privacy on-chain è passata da opzione di nicchia a misura di sicurezza imprescindibile.
Oggi offre protezione a:
- Persone fisiche: mettendo al riparo i grandi detentori di crypto da estorsioni fisiche e rapimenti mirati.
- Imprese: impedendo ai concorrenti di monitorare movimenti di tesoreria e flussi finanziari sensibili legati a operazioni straordinarie.
- Iniziative umanitarie: consentendo a civili in aree di conflitto o sotto sanzione di ricevere pagamenti per cure mediche, garantendo al contempo operatività a giornalisti e attivisti.
Ripensare l’approccio regolamentare
Il risultato più rilevante del report è che privacy e compliance non sono un gioco a somma zero: in tutte le categorie analizzate, il vero punto debole dell’enforcement si colloca al livello dei “fiat off-ramp” — dove le crypto vengono convertite in valuta spendibile — più che nelle infrastrutture di privacy che operano a monte della transazione.
> “La privacy è un’aspettativa di base nella vita quotidiana, ma le > blockchain pubbliche rendono visibili tutte le transazioni. Trovare un > equilibrio significa, in sostanza, rendere sicuro l’uso del capitale digitale. > Con questa consapevolezza, in CoinRabbit riteniamo importante contribuire > al dibattito e condividere le nostre analisi con il settore”, commenta > Walter Barrett, Chief Strategy & Growth Officer di CoinRabbit.
Principali evidenze e analisi delle minacce
- Le truffe di tipo “pig-butchering” hanno generato perdite stimate in 75 miliardi di dollari tra il 2020 e il 2024.
- Estorsioni fisiche e violente. Secondo CertiK, nel solo primo semestre 2026 sono stati presi di mira 124,1 milioni di dollari in crypto in 52 “wrench attacks” fisici verificati, con un aumento del 33% degli episodi e un’esposizione economica quasi undici volte superiore rispetto al primo semestre 2025.
- I pagamenti in crypto collegati al traffico di esseri umani nel Sud-Est asiatico sono cresciuti dell’85% nel 2025.
- La esposizione dei dati aziendali resta una minaccia primaria: il 36% dei consiglieri di amministrazione indica la possibilità che i dati finanziari interni diventino pubblici come una delle principali criticità di governance, mentre il costo medio di una violazione dei dati è salito a 4,44 milioni di dollari.
Questi casi concreti mostrano chiaramente quanto velocemente la visibilità on-chain e le fughe di dati off-chain possano tradursi in rischi fisici per persone e organizzazioni.
Soluzioni di settore per una privacy conforme alle norme
> “La privacy finanziaria non è un optional, è uno standard che tutti gli > altri sistemi finanziari già garantiscono”, afferma > Pauline Shangett, Chief Strategy > Officer di ChangeNOW. “La domanda che il settore deve porsi non è se la > privacy debba esistere on-chain, ma se vogliamo costruirla in modo > responsabile o lasciare che siano i criminali a definirne di fatto i contorni”.
Il report presenta inoltre due casi reali di architetture di privacy progettate per preservare la conformità alle norme antiriciclaggio (AML): i Private Crypto Transfers di ChangeNOW, che spezzano il legame deterministico tra mittente e destinatario senza creare pool di fondi degli utenti, e il modello custodial di CoinRabbit, che utilizza indirizzi di deposito dinamici per singolo cliente, impedendo la ricostruzione end-to-end delle posizioni a partire dai soli dati pubblici su blockchain.
Una roadmap per i decisori politici
Nella parte finale, il report formula cinque raccomandazioni rivolte a regolatori, operatori di settore, società di analytics e policy maker, con l’obiettivo di riallocare le risorse di enforcement verso i punti di conversione fiat e la cooperazione informativa tra giurisdizioni, anziché restringere la privacy transazionale per l’utente comune.
Come accedere al report
Il report completo, “Financial Privacy in the Digital Age”, è disponibile online.
Informazioni su ChangeNOW
ChangeNOW è una super app crypto per l’uso personale che offre ai clienti un accesso rapido, intuitivo e sicuro alla finanza Web3.
Informazioni su CoinRabbit
CoinRabbit è una piattaforma di gestione di asset crypto progettata per la preservazione di capitale nel lungo periodo. Dal 2020 garantisce una riserva al 100%, mantenendo i fondi dei clienti al sicuro e mai riutilizzati.
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