Apple sviluppa un modello AI per la Cina con il supporto discreto di Alibaba

A Sept. 9 Apple keynote hands John Ternus the stage Tim Cook held, with the first foldable iPhone expected. (Image: Shutterstock)
A Sept. 9 Apple keynote hands John Ternus the stage Tim Cook held, with the first foldable iPhone expected. (Image: Shutterstock)

Apple ha sviluppato un proprio large language model dedicato al mercato cinese con il supporto tecnico di Alibaba, segnando una rottura rispetto alla precedente strategia basata su partner esterni in un Paese dove oggi detiene il 18,1% di quota.

Punti chiave:

  • Apple ha realizzato un modello linguistico di grandi dimensioni specifico per la Cina, con supporto di training da parte di Alibaba, secondo fonti vicine al dossier.
  • L’approvazione renderebbe Apple la prima società straniera autorizzata da Pechino a utilizzare un modello AI proprietario nel Paese.
  • Apple Intelligence dovrebbe arrivare sugli iPhone cinesi tramite un aggiornamento di iOS nei prossimi mesi.

Modello Apple per la Cina costruito con il supporto di Alibaba

Tre persone a conoscenza del progetto hanno descritto un sistema addestrato internamente da Apple, con Alibaba a fornire supporto tecnico specializzato.

Questo approccio rappresenta un cambio di rotta rispetto al piano iniziale, che prevedeva di appoggiarsi a partner cinesi per i modelli alla base delle funzioni di intelligenza artificiale generativa sui dispositivi venduti localmente. Apple Intelligence dovrebbe essere abilitata sugli iPhone in Cina tramite un aggiornamento di iOS atteso nei prossimi mesi.

La Cyberspace Administration of China ha registrato il servizio di AI generativa di Apple il mese scorso, chiudendo un’istruttoria avviata dopo la comparsa temporanea della funzionalità su alcuni iPhone cinesi a marzo. Nello stesso contesto i regolatori hanno autorizzato anche i sistemi di Huawei, Xiaomi, Vivo e Oppo.

Apple intende far girare il proprio modello affiancandolo a tecnologie di terzi, incluso Qwen di Alibaba, mentre è atteso anche il contributo di Baidu. All’inizio del mese il gruppo ha pubblicato, per poi rimuovere, una guida in cinese che spiegava agli utenti Mac come collegare Qwen a Siri e agli Strumenti di scrittura. Non è stata fornita alcuna motivazione ufficiale per la rimozione, e nessuna delle due società ha chiarito come verrà ripartito il lavoro tra i diversi sistemi.

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Perché il controllo di Apple sull’AI in Cina è strategico

Il modello proprietario renderebbe Apple la prima azienda straniera autorizzata da Pechino a gestire un sistema di AI interno ai confini nazionali. La normativa cinese impone infatti la registrazione di ogni servizio di AI generativa aperto al pubblico e il superamento di rigorosi controlli sui contenuti prima del lancio.

Questo status è rilevante perché ChatGPT di OpenAI e Claude di Anthropic non sono disponibili in Cina, privando Apple dei partner su cui fa leva nei mercati occidentali. Il presidente di Alibaba, Joe Tsai, ha confermato la collaborazione nel febbraio 2025 al World Governments Summit di Dubai, circa 18 mesi prima che il modello emergesse pubblicamente.

«Alla fine hanno scelto di fare affari con noi», ha ricordato Tsai, citando i colloqui che Apple aveva intrattenuto con varie società cinesi prima di optare per Alibaba.

Quota Apple in Cina in crescita anche senza funzioni AI

Mentre Huawei da due anni commercializza smartphone dotati di funzioni AI, Apple finora ha venduto in Cina iPhone privi di questi servizi, un gap che diversi analisti hanno indicato tra le cause della domanda più debole. Il gruppo di Cupertino resta alle spalle di Huawei nella classifica domestica, dove il colosso cinese ha mantenuto la leadership fino al secondo trimestre.

Apple ha comunque aumentato le spedizioni di iPhone in Cina del 24,4% nel secondo trimestre, registrando la crescita più rapida tra i principali marchi in un mercato sceso del 4,3% a circa 66 milioni di unità. La quota di Apple è salita al 18,1% dal 13,9% di un anno prima, dietro solo al 22,6% di Huawei. «Questo ha dato agli acquirenti indecisi un motivo per finalizzare l’acquisto», ha commentato l’analista IDC Arthur Guo, riferendosi alla politica di prezzi stabile di Apple.

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Steven Zeiler

Steven Zeiler è Chief Evangelist presso Yellow, dove collabora con i builder per creare un'infrastruttura di trading in tempo reale e non-custodial utilizzando lo Yellow SDK. Programmatore, tecnologo e imprenditore, in precedenza ha lavorato per Ripple, dove ha contribuito a progettare prototipi di pagamenti interbancari peer-to-peer e alla decentralizzazione dell'XRP Ledger tramite software di tracciamento del consenso.

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