Chainalysis rileva che l’attività economica globale in criptovalute è scesa solo dell’1,6% nell’anno chiuso al 30 giugno 2026, pur in presenza di un crollo di circa 2.100 miliardi di dollari della capitalizzazione complessiva del mercato.
Punti chiave:
- L’attività cripto misurata è passata da circa 9,5 trilioni a 9,4 trilioni di dollari nel periodo di 12 mesi.
- I trasferimenti domestici peer‑to‑peer sono balzati del 302,9% a 228,7 miliardi di dollari, mentre i flussi transfrontalieri in stablecoin sono aumentati del 77,5% a 220,3 miliardi.
- L’attività attraverso servizi cripto centralizzati è diminuita del 4,3%, segnalando un forte disallineamento tra i diversi segmenti di mercato.
Attività cripto secondo Chainalysis
Chainalysis ha comunicato questi numeri nel suo Global Crypto Adoption Index 2026, che monitora l’operatività sui 12 mesi terminati il 30 giugno. La società stima l’attività economica complessiva in criptovalute in circa 9,4 trilioni di dollari, in lieve calo rispetto ai 9,5 trilioni dell’anno precedente.
La contrazione è contenuta se confrontata con il crollo di circa 2.100 miliardi di dollari della capitalizzazione complessiva del mercato cripto nello stesso periodo. Questo divario mette in evidenza la differenza tra la variazione dei prezzi degli asset e il volume di valore che continua a transitare sulle reti.
I trasferimenti domestici peer‑to‑peer mostrano la dinamica più robusta, con un incremento del 302,9% fino a 228,7 miliardi di dollari. Anche i flussi transfrontalieri in stablecoin registrano una crescita marcata, +77,5% a 220,3 miliardi, mentre il valore che confluisce nei servizi cripto centralizzati scende del 4,3%.
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Uso delle stablecoin
I dati suggeriscono che il calo dei prezzi dei token non si è tradotto in una contrazione proporzionale dei pagamenti e dei trasferimenti basati su cripto. Le stablecoin continuano a soddisfare esigenze di pagamento, risparmio e rimesse internazionali anche quando la domanda speculativa per altri asset digitali si indebolisce.
La distinzione è cruciale: la capitalizzazione di mercato misura il valore attribuito agli asset cripto, mentre l’attività transazionale misura quanto valore gli utenti continuano effettivamente a spostare. Le cifre di Chainalysis indicano che alcune forme di utilizzo – in particolare quelle più legate ai pagamenti – sono rimaste vivaci nonostante il contesto ribassista.
Questo schema rappresenta anche una rottura rispetto ai precedenti cicli cripto, in cui i forti ribassi di prezzo coincidevano spesso con un netto ridimensionamento dell’attività degli utenti.
Le applicazioni più orientate ai pagamenti, in particolare stablecoin e trasferimenti peer‑to‑peer, pesano ora di più sull’attività complessiva e risultano meno dipendenti da aspettative di rialzo dei prezzi.
Bitcoin (BTC) resta un riferimento centrale per i cicli del mercato cripto, ma l’espansione delle stablecoin ha reso l’operatività di rete meno agganciata esclusivamente alla traiettoria di Bitcoin. Nell’ultimo sell‑off, questa decoupling è emersa con maggiore chiarezza: il valore di mercato è sceso molto più rapidamente rispetto all’attività economica misurata sulle catene.
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