La banca centrale italiana ha pubblicato una ricerca in cui avverte che un grave crollo del prezzo di ether potrebbe compromettere la capacità di Ethereum (ETH) di funzionare come infrastruttura di regolamento per stablecoin e titoli tokenizzati.
Il paper di gennaio 2026 dell’economista della Banca d’Italia Claudia Biancotti examines come il rischio di mercato di una criptovaluta non garantita possa trasformarsi in rischio operativo per l’ecosistema da 800 miliardi di dollari della blockchain.
Lo stress test teorico non prevede un effettivo crollo del prezzo di ETH, ma modella la resilienza del sistema in scenari estremi in cui i validatori compensati in ether potrebbero razionalmente cessare le operazioni.
Rischi per l’infrastruttura
Ethereum si affida a oltre un milione di validatori che mettono in sicurezza la rete tramite il consenso proof-of-stake e receive ricompense in token ETH.
Se ether perdesse valore in modo sostanziale e persistente, l’economia dei validatori si deteriorerebbe, poiché le ricompense denominate in ETH diventerebbero prive di valore a prescindere dai rendimenti in termini di token.
Il paper sostiene che un esodo di validatori ridurrebbe il totale di ETH in staking che mette in sicurezza la rete, attualmente valutato intorno a 142 miliardi di dollari con un budget di sicurezza economica di 71 miliardi.
Una partecipazione degradata dei validatori rallenterebbe la produzione dei blocchi, indebolirebbe le garanzie di finalità delle transazioni e aumenterebbe la vulnerabilità a tentativi di doppia spesa, in cui gli attori malevoli richiederebbero il controllo di una quota inferiore dello stake totale.
Le stablecoin che rappresentano 140 miliardi di dollari di offerta combinata di USDC e USDT su Ethereum affronterebbero interruzioni nel regolamento, nonostante la piena copertura in dollari da parte degli emittenti.
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Implicazioni regolamentari
La ricerca inquadra le blockchain permissionless come dipendenze infrastrutturali piuttosto che come meri asset speculativi, riflettendo l’attenzione regolamentare derivante dalle analisi pubblicate nel 2025 dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.
Biancotti delinea opzioni regolamentari che includono il divieto per le istituzioni finanziarie vigilate di fare affidamento su blockchain pubbliche oppure l’obbligo di mitigare i rischi tramite piani di continuità operativa e accordi di regolamento di backup.
Le misure di salvaguardia suggerite includono il mantenimento di database di proprietà off-chain, la preselezione di blockchain di emergenza per la migrazione degli asset e la definizione di soglie minime di budget di sicurezza economica per l’uso istituzionale.
Il paper osserva che la tecnologia dei bridge cross-chain che abilita il trasferimento di asset rimane vulnerabile agli attacchi informatici, mentre circa 85 miliardi di dollari bloccati in protocolli di finanza decentralizzata potrebbero affrontare ritardi di governance in scenari di crisi.
I dati storici mostrano che il numero di validatori di Ethereum è rimasto stabile nonostante la volatilità dei prezzi, ma la ricerca individua potenziali fattori scatenanti, tra cui fallimenti di governance, l’emergere di blockchain concorrenti superiori o shock macroeconomici che deviano capitali dagli asset rischiosi.
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