Bitcoin rompe un supporto chiave: per gli orsi il prossimo obiettivo è 80.000 dollari?

Ester Shlain
Ester ShlainOct, 08 2026 8:45
FxPro tied a break of $83,000 to a quick drop toward $80,000 before Bitcoin slid to about $82,800 with oil above $102 (Image: Shutterstock)
FxPro tied a break of $83,000 to a quick drop toward $80,000 before Bitcoin slid to about $82,800 with oil above $102 (Image: Shutterstock)

Bitcoin (BTC) è scivolato giovedì fino a circa 82.800 dollari, rompendo al ribasso l’area dei 83.000 dollari che per FxPro rappresenta la soglia oltre la quale potrebbe innescarsi una discesa rapida verso 80.000 dollari. A pesare sul sentiment, i timori di attacchi statunitensi contro l’Iran, che hanno spinto il petrolio oltre i 102 dollari al barile.

Punti chiave:

  • Bitcoin è arretrato dell’1,6% fino a poco sotto 82.800 dollari nelle contrattazioni asiatiche di giovedì.
  • Il Brent è salito oltre 102 dollari al barile dopo le indiscrezioni su richieste della Casa Bianca di opzioni di attacco contro l’Iran.
  • Secondo Alex Kuptsikevich di FxPro, una rottura decisa di 83.000 dollari potrebbe spingere Bitcoin verso 80.000 dollari in tempi relativamente brevi.

Scivolone del prezzo di Bitcoin

La maggiore criptovaluta per capitalizzazione ha perso terreno fino a un calo dell’1,6% a poco meno di 82.800 dollari nella mattinata asiatica di giovedì, scendendo così sotto i 83.000 dollari: il limite inferiore del trading range delle ultime due settimane, già ceduto per la prima volta mercoledì. Tra le altcoin principali, XRP (XRP) ha guidato i ribassi con un tonfo vicino al 4% a circa 1,42 dollari, mentre Ether (ETH) ha lasciato sul campo il 3% a circa 2.570 dollari e Dogecoin (DOGE) è scesa del 3% a poco sotto i 9 centesimi.

A comprimere ulteriormente il comparto cripto ha contribuito la corsa del greggio.

Il Brent ha messo a segno un rialzo di oltre il 2%, spingendosi sopra quota 102 dollari al barile dopo che un articolo diffuso mercoledì ha riportato che la Casa Bianca avrebbe chiesto al Pentagono possibili opzioni di attacco contro l’Iran prima delle elezioni di midterm del mese prossimo. L’impennata del petrolio ha trascinato al rialzo anche il rendimento del Treasury decennale USA, salito intorno al 5,3%, vicino ai massimi dal 2002, mentre le Borse asiatiche hanno invertito la rotta al ribasso dopo che Wall Street si era allontanata dai record. I verbali diffusi nella stessa giornata hanno mostrato che la maggioranza dei funzionari della Federal Reserve ritiene «probabile appropriato» un ulteriore rialzo dei tassi nel corso dell’anno, dopo l’aumento di un quarto di punto di settembre.

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Lo scenario di FxPro a 80.000 dollari

Alex Kuptsikevich, analista di FxPro, aveva segnalato martedì – quando Bitcoin scambiava ancora sopra 85.000 dollari – che una rottura al di sotto di 84.000 dollari avrebbe rappresentato «una vittoria per gli orsi», ossia per gli operatori posizionati al ribasso. Un affondo sotto i minimi recenti in area 83.000 dollari, ha aggiunto, confermerebbe con maggiore convinzione il cambio di passo, aprendo la strada a una discesa verso 80.000 dollari in tempi relativamente rapidi.

Il movimento è arrivato a valle di una serie di liquidazioni forzate tra i trader più esposti alla leva. Le liquidazioni hanno raggiunto circa 550 milioni di dollari sull’intero mercato cripto nel corso della giornata precedente, di cui all’incirca 480 milioni riconducibili a posizioni lunghe, cioè scommesse su ulteriori rialzi, secondo i dati di CoinGlass. Gli ultimi due ribassi giornalieri di Bitcoin sono arrivati in concomitanza con un nuovo balzo del petrolio e dei rendimenti obbligazionari.

Non tutti gli analisti, tuttavia, interpretano il movimento come un vero e proprio cambio di trend. Jeff Ko, chief analyst di ViaBTC, ha ricordato all’inizio della settimana che Bitcoin ha archiviato il terzo trimestre con un rialzo di circa il 40%, e che finché l’area 82.000–83.000 dollari terrà, il movimento potrà ancora essere letto come una fase di «consolidamento costruttivo».

Volatilità su Bitcoin

Negli ultimi quindici giorni Bitcoin si è mosso in un corridoio delimitato in alto dall’area 87.000 dollari, dove i venditori sono tornati a farsi sentire lunedì per la terza volta dal 23 settembre. La criptovaluta scambiava ancora intorno a 86.600 dollari fino a martedì. Nonostante il recupero dai circa 64.000 dollari di inizio agosto, Bitcoin rimane comunque intorno a un terzo sotto il record intraday oltre 126.000 dollari segnato il 6 ottobre 2025.

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Ester Shlain

Business Analyst presso Yellow, si occupa di meccaniche di trading, infrastrutture agentiche e ricerca di mercato sullo stack degli exchange crypto. Sette anni nel web3 tra piattaforme DAO, launchpad e design di tokenomics. Scrive per chi vuole i numeri dietro la narrazione.

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