Bitcoin (BTC) è sceso temporaneamente sotto 84.000 dollari nelle contrattazioni di mercoledì mattina in Asia, violando una soglia che FxPro aveva indicato come punto di forza per i venditori, in una seduta in cui sono saliti sia il petrolio sia il dollaro.
Punti chiave:
- Bitcoin è scivolato fino a circa 83.800 dollari, per poi stabilizzarsi poco sopra 84.200 dollari, in calo di circa l’1,5% nella seduta.
- Le liquidazioni nelle ultime 24 ore hanno raggiunto 555,6 milioni di dollari, di cui 487,2 milioni su posizioni rialziste.
- Secondo FxPro, un calo sotto 83.000 dollari potrebbe spingere Bitcoin verso 80.000 dollari in tempi relativamente rapidi.
Discesa del prezzo di Bitcoin
La maggiore criptovaluta per capitalizzazione ha ceduto terreno fino a circa 83.800 dollari dopo aver trattato vicino a 86.600 dollari martedì, per poi stabilizzarsi appena sopra 84.200 dollari, con una flessione intraday intorno all’1,5%.
Il movimento ha innescato liquidazioni su posizioni a leva per 555,6 milioni di dollari nell’arco di 24 ore, gran parte delle quali concentrate in circa quattro ore, secondo i dati di CoinGlass. Le scommesse su ulteriori rialzi hanno rappresentato 487,2 milioni di dollari del totale.
I token di minore capitalizzazione hanno sofferto di più. Ether (ETH) ha perso il 3,5% attestandosi intorno a 2.610 dollari, mentre XRP (XRP) è arretrato di quasi il 3% a circa 1,46 dollari. Dogecoin (DOGE) ha guidato i ribassi tra le principali altcoin con un calo del 5% attorno a 9 centesimi di dollaro.
In parallelo sono saliti petrolio e rendimenti obbligazionari. Il Brent ha guadagnato quasi l’1% fino a circa 101,50 dollari al barile dopo l’intensificarsi degli attacchi iraniani contro petroliere nello Stretto di Hormuz, mentre una tempesta nel Golfo del Messico minaccia ulteriormente la produzione offshore statunitense. Il dollaro si è rafforzato contro tutte le valute del G10 e il rendimento del Treasury decennale è salito di tre punti base al 5,31%.
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L’allerta ribassista di FxPro
FxPro aveva indicato martedì che una rottura al di sotto di 84.000 dollari avrebbe rappresentato “una vittoria per gli orsi”, consegnando il vantaggio ai trader posizionati al ribasso. Un’ulteriore discesa sotto il recente minimo in area 83.000 dollari confermerebbe il cambio di passo e potrebbe spingere Bitcoin verso 80.000 dollari in modo piuttosto rapido, ha aggiunto la società.
Dominick John, analista di Zeus Research, attribuisce il ritracciamento soprattutto a prese di profitto e liquidazioni forzate dopo l’accumulo di open interest e l’aumento dei tassi di funding nei derivati. Jeff Ko, chief analyst di ViaBTC, adotta un approccio più prudente: ricorda che Bitcoin ha chiuso il terzo trimestre con un rialzo di circa il 40% e afflussi nei fondi spot ETF per 6,5 miliardi di dollari, e definisce l’attuale fase ancora una “consolidazione costruttiva” finché l’area 82.000–83.000 dollari terrà.
Nel corso della seduta sono attesi anche i verbali della riunione di settembre della Federal Reserve, quando l’istituto ha alzato i tassi di un quarto di punto. Dan Khus, chief analyst di LVRG Research, sottolinea che il mercato guarda ai toni del documento per capire se i funzionari manterranno un atteggiamento paziente o se continueranno a prospettare un ulteriore rialzo entro fine anno.
La recente fascia di oscillazione di Bitcoin
Da due settimane Bitcoin si muove in un intervallo con un tetto in area 87.000 dollari, livello da cui è stato respinto lunedì per la terza volta dal 23 settembre. In settembre il prezzo era tornato su quei massimi per la prima volta in otto mesi. Attualmente Bitcoin quota circa un terzo sotto il record storico oltre 126.000 dollari segnato il 6 ottobre 2025, dopo essere sceso a fine giugno fino a poco meno di 59.000 dollari.
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