BitMart chiuderà la propria piattaforma di scambio crypto dopo nove anni di attività, interrompendo ogni operazione di trading il 26 agosto. Nel frattempo, il BitMart Token (BMX) ha perso in un solo giorno il 58%.
Punti chiave
- Da domenica BitMart ha bloccato nuove registrazioni, depositi e apertura di nuove posizioni; i conti futures sono passati in modalità “solo chiusura”.
- Tutte le attività di spot e derivati termineranno il 26 agosto, mentre la piattaforma cesserà definitivamente le operazioni il 31 gennaio 2027.
- I prelievi resteranno attivi, ma l’exchange ha avvertito di controlli rafforzati su identità, sanzioni e provenienza dei fondi.
Calendario di chiusura e scadenze
L’annuncio ufficiale è arrivato domenica: da quell’ora l’exchange ha smesso di accettare nuove registrazioni, depositi e ordini di trading alle 01:30 UTC. I conti sui futures sono stati messi in modalità “reduce-only” nella stessa giornata e i mercati spot hanno smesso di accettare nuovi ordini anche da parte dei clienti esistenti.
I servizi di copy trading, grid trading, staking, lending e i prodotti Launchpad saranno dismessi in fasi successive, come illustrato dalla società.
Tutto il trading spot e sui derivati sarà sospeso alle 01:00 UTC del 26 agosto, mentre la piattaforma chiuderà formalmente alle 15:59 UTC del 31 gennaio 2027. Agli utenti restano quindi circa sei mesi per chiudere le posizioni residue e ritirare integralmente i propri fondi.
BitMart ha spiegato la decisione come conseguenza di una revisione complessiva delle condizioni operative, del contesto di mercato e dell’orientamento strategico, senza però indicare un singolo fattore determinante. Le richieste di prelievo potranno essere sottoposte a verifiche KYC aggiuntive, screening degli indirizzi, controlli sulla provenienza dei fondi e accertamenti in materia di sanzioni internazionali.
Alcuni clienti hanno già segnalato ritardi nei prelievi domenica e la società ha avvertito che i tempi di elaborazione potrebbero allungarsi ulteriormente man mano che ci si avvicina alle scadenze finali.
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Crollo del token BMX e impennata dei volumi
La reazione del mercato non si è fatta attendere. Il token BMX è precipitato intorno agli 8 centesimi di dollaro, in calo del 58% nelle 24 ore, portando la capitalizzazione a circa 27 milioni di dollari ed estendendo un ribasso che, su base annua, sfiora ormai il 70%.
I volumi, però, raccontano un’altra storia. Secondo i dati raccolti da BitMart, nelle ultime 24 ore sono transitati circa 1,6 miliardi di dollari di scambi, in aumento del 51% rispetto al periodo precedente, con Bitcoin (BTC) che da solo ha rappresentato quasi metà del totale. Più che a un’ondata di nuovo interesse, questo picco sembra legato agli utenti che stanno smobilizzando le posizioni e spostando capitali altrove, lasciando aperta la domanda sul perché un operatore ancora in grado di gestire tali flussi scelga comunque di chiudere.
Chiusure a catena dopo l’uscita di BitMEX
BitMEX, considerata l’inventrice dei perpetual swap, ha comunicato giovedì che chiuderà il 23 settembre dopo 11 anni di attività, mentre EXMO ha iniziato il proprio ritiro graduale questo mese, dopo essere stata inserita dal Regno Unito in una lista di sanzioni legate alla Russia.
I casi non sono identici, ma gli analisti del settore sottolineano come la sequenza di chiusure metta in evidenza le difficoltà crescenti per le piattaforme offshore nel competere con i principali exchange, in un quadro regolatorio sempre più stringente.
BitMart è nata nel 2017 e si è affermata come uno dei principali hub per le altcoin nel pieno del bull market del 2021. A dicembre di quello stesso anno subì un attacco ai hot wallet da circa 196 milioni di dollari, uno dei più pesanti hack a carico di un exchange in quel ciclo, coprendo però integralmente le perdite dei clienti. Il BMX ha toccato il massimo storico a 0,61905 dollari il 5 giugno 2024, per poi restare stabilmente ben al di sotto di quei livelli.
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