Chainlink (LINK) è stata indicata come la principale altcoin sottovalutata all’avvicinarsi della metà del 2026, scambiando all’82% sotto il suo massimo storico anche se la sua rete protegge oltre 75 miliardi di dollari di valore.
Punti chiave:
- Una nuova analisi di mercato classifica Chainlink come la principale altcoin sottovalutata, citando un ampio divario tra prezzo e utilizzo.
- LINK scambia intorno a 9,50 $, circa l’82% sotto il picco di 52,99 $ di maggio 2021.
- La rete sostiene un mercato di asset del mondo reale cresciuto a circa 30 miliardi di dollari entro la fine del primo trimestre.
L’analisi di LINK evidenzia il divario tra prezzo e utilizzo
Un’analisi di mercato pubblicata lunedì da 24/7 Wall St. ha indicato Chainlink come la più sottovalutata tra le principali altcoin, evidenziando un persistente disallineamento tra il prezzo del token e il suo ruolo nell’infrastruttura cripto.
Il rapporto ha sottolineato che LINK cambia di mano intorno a 9,50 $, in calo dell’82% rispetto al massimo di 52,99 $ di maggio 2021.
Questo dato contrasta con la portata della rete. I price feed di Chainlink e il suo Cross-Chain Interoperability Protocol alimentano in modo silenzioso gran parte del mercato degli asset del mondo reale, che è climbed da circa 5 miliardi di dollari all’inizio del 2025 a circa 30 miliardi alla chiusura del primo trimestre.
L’analisi ha aggiunto che la rete protegge oltre 75 miliardi di dollari di valore totale, mentre il protocollo movimenta quasi 18 miliardi di dollari al mese in volume di trasferimenti cross-chain.
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Perché gli analisti osservano l’infrastruttura di Chainlink
La tesi si basa su un utilizzo che le conversazioni tipiche degli investitori retail tendono a trascurare. Ogni volta che una banca regola un Treasury bond tokenizzato o un protocollo di lending conferma un prezzo, fa affidamento sui dati degli oracoli, e Chainlink ne fornisce la maggior parte.
Alcuni fondi inquadrano LINK meno come una scommessa direzionale e più come una partecipazione nelle “tubature” della finanza.
Bitwise ha echoed questa visione. Il Chief Investment Officer Matt Hougan ha definito in passato Chainlink uno degli asset cripto meno compresi e potenzialmente più sottovalutati, sostenendo che l’etichetta di data oracle ridimensiona il ruolo reale della rete.
I recenti accordi con le imprese hanno rafforzato questa tesi. Chainlink ha elencato i suoi servizi dati principali sull’Amazon Web Services Marketplace, aprendo l’infrastruttura di oracle agli sviluppatori enterprise tramite un canale di approvvigionamento familiare.
Gli analisti citati nel rapporto prevedono che il settore degli oracle possa crescere di dieci volte entro il 2030, un percorso che collocherebbe Chainlink vicino al suo centro.
Storico del prezzo di LINK e recente andamento
L’argomento della sottovalutazione non è nuovo. Fino alla fine del 2025, LINK è rimasta indietro rispetto ai concorrenti nonostante i crescenti indicatori di rete, e il token ha chiuso quell’anno in forte calo rispetto al livello di inizio gennaio.
Nel 2026 LINK ha trascorso gran parte del tempo bloccata su valori a una sola cifra, scambiando tra circa 8 e 10 dollari per settimane mentre i token DeFi in generale rallentavano. Il token è sceso di circa il 12% solo nell’ultima settimana, restando ben al di sotto dei livelli raggiunti durante i precedenti cicli di mercato.
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