Samsung presenterà il Galaxy Z Fold 8 il 22 luglio e, secondo le indiscrezioni, saranno cinque le novità di intelligenza artificiale destinate a definire il nuovo pieghevole più dell’hardware stesso.
Punti chiave:
- Gemini Intelligence, l’assistente “agentico” di Google, dovrebbe debuttare sul Fold 8 con One UI 9.
- Leaker parlano anche di Ask AI nel browser, widget creati via prompt e strumenti di fotoritocco avanzati.
- Samsung non ha ancora confermato il pacchetto software, mentre restano dubbi sui prezzi di lancio.
Le funzioni AI del Galaxy Z Fold 8
Il gruppo ha fissato l’evento Unpacked per mercoledì 22 luglio a Londra, il primo grande lancio estivo in Europa, con inizio alle 9 del mattino sulla costa Est degli Stati Uniti. Render trapelati e segnalazioni dai canali retail hanno già svelato quasi tutto sull’hardware. È sul software che Samsung mantiene il riserbo.
Secondo quanto riportato, Google porterà su Fold 8 Gemini Intelligence, uno strato “agentico” capace di prendere un singolo comando e completare in autonomia attività multi-step tra app e Chrome.
L’assistente è progettato per organizzare finestre in split-screen, spostare contenuti da una all’altra e riassumere ciò che appare a display: un set di funzioni che si sposa con l’ampio pannello interno 4:3 del pieghevole. I primi dispositivi a riceverlo dovrebbero essere proprio i Galaxy e i Pixel.
Altre quattro soluzioni completano la roadmap non ufficiale. Le anticipazioni parlano di un chatbot Ask AI integrato nel browser Samsung, in grado di leggere la pagina aperta per contestualizzare le richieste, probabilmente al debutto in versione beta, insieme a un sistema di prompt in Android 17 per generare widget personalizzati a comando. Photo Assist, Portrait Studio e Generative Edit dovrebbero tornare con risultati migliorati, mentre un Bixby ridisegnato gestirà meglio il linguaggio naturale.
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Snapdragon spinge l’AI offline
Il quinto tassello è nel silicio. Entrambi i modelli Fold dovrebbero adottare lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy di Qualcomm con 12 gigabyte di RAM, un SoC progettato per eseguire modelli linguistici direttamente sul dispositivo invece che nel cloud. Le specifiche anticipate prima del lancio indicano opzioni di archiviazione fino a un terabyte.
L’elaborazione in locale è cruciale perché traduzioni, riassunti e modifiche alle foto possono funzionare anche offline. I dati restano sul telefono, un aspetto sensibile soprattutto per l’utenza business e per chi è più attento alla privacy.
Non tutti i dettagli, però, sono definitivi. Gli osservatori segnalano che il software specifico per l’AI non è ancora documentato alla vigilia del lancio: Samsung potrebbe scegliere di trattenere alcune funzioni per aggiornamenti successivi e, per ora, non ha nemmeno confermato ufficialmente il nome del chipset. L’aumento dei costi dei componenti alimenta inoltre i timori di listini più alti per l’intera gamma.
Gemini Intelligence, inoltre, non figurava nella prima beta di One UI 9 distribuita ai tester del Galaxy S26: secondo indiscrezioni, il gruppo intende introdurlo solo con il rilascio stabile.
Dall’avvio dell’iniziativa Galaxy AI, Samsung fa leva sulle tecnologie di Google: il ciclo del Galaxy S26 ha già portato un Bixby ripensato, la Now Bar e aggiornamenti personalizzati Now Brief. Il Fold 8 sarà il banco di prova per capire se questa alleanza riuscirà finalmente a dare un vero valore aggiunto al grande schermo pieghevole.
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