Ethereum (ETH) è tornato sopra la soglia dei 2.500 dollari, mentre lo staking e le posizioni degli ETF spot statunitensi continuano ad assorbire offerta, riducendo la quantità di ETH immediatamente disponibile per il trading.
Punti chiave:
- L’ETH in staking ha raggiunto il 35,56% il 18 settembre, in aumento rispetto al 29,8% di settembre 2025.
- Gli ETF spot su Ethereum negli Stati Uniti detengono circa 16,7 miliardi di dollari di attivi dopo afflussi cumulati pari a 13,25 miliardi.
- Una minore offerta liquida potrebbe amplificare i movimenti di prezzo, se la domanda spot accelera o si indebolisce.
La stretta sull’offerta di Ethereum
Il ritorno di Ethereum oltre i 2.500 dollari è arrivato in parallelo a una minore liquidità sugli exchange e alla prosecuzione del trasferimento di token verso lo staking.
I dati di settembre sugli outflow indicano che, nel corso dell’ultimo rimbalzo, una parte di ETH ha lasciato gli exchange, riducendo la quantità subito vendibile sul mercato.
Questo può sostenere i prezzi quando gli acquisti restano solidi. Al tempo stesso, può accentuare i ribassi se la domanda si indebolisce, perché una liquidità più sottile tende ad amplificare la volatilità.
Anche lo staking è diventato un fattore rilevante nel restringere l’offerta. La quota di ETH messa in staking è salita da circa il 29,8% di settembre 2025 al 35,56% del 18 settembre 2026, dopo aver superato il 32% ad aprile e aver continuato a crescere durante l’estate. CryptoQuant ha inoltre indicato un funding rate vicino a 0,0046, segnale che la leva non è aumentata bruscamente insieme allo staking.
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La domanda degli ETF su ETH
La domanda istituzionale sta comprimendo ulteriormente l’offerta liquida attraverso gli ETF spot su Ethereum negli Stati Uniti. I dati di SoSoValue citati da AMBCrypto mostrano afflussi cumulati per circa 13,25 miliardi di dollari e attivi totali pari a circa 16,7 miliardi, equivalenti a circa il 5,2% del valore di mercato di Ethereum.
BlackRock con il suo ETHA guida il comparto con oltre 9 miliardi di dollari in attivi, ma i flussi giornalieri restano irregolari. Le ultime sedute hanno alternato deflussi consistenti a un afflusso da 143,8 milioni di dollari, segnale che la domanda sugli ETF resta attiva ma non unidirezionale nell’area dei 2.500 dollari.
La nuova struttura dell’offerta lascia alla domanda spot un peso maggiore nella formazione del prezzo. Quando più ETH è bloccato in contratti di staking o in fondi regolamentati e meno rimane sugli exchange, nuovi acquisti possono avere un impatto più marcato; allo stesso tempo, anche la pressione in vendita può tradursi in movimenti più bruschi in un mercato meno profondo.
La stretta sull’offerta di Ethereum si è costruita gradualmente nell’ultimo anno, non con l’ultimo rimbalzo. Lo staking è cresciuto di quasi sei punti percentuali tra settembre 2025 e settembre 2026, mentre gli attivi degli ETF sono aumentati e la liquidità sugli exchange si è ridotta, rendendo l’attuale test dei 2.500 dollari diverso da fasi precedenti, quando l’ETH era più facilmente negoziabile.

