I fondi spot su XRP (XRP) quotati negli Stati Uniti hanno registrato il 17 settembre deflussi netti per 5,15 milioni di dollari, cancellando il guadagno della seduta precedente. Nello stesso giorno, i fondi su Bitcoin (BTC) hanno raccolto circa 159 milioni di dollari.
Punti chiave:
- Gli ETF su XRP hanno segnato deflussi netti per 5,15 milioni di dollari il 17 settembre, con 21Shares responsabile della quota maggiore dei riscatti.
- Nella stessa giornata i fondi su Bitcoin hanno incassato circa 159 milioni di dollari, mentre gli ETF su Ether hanno chiuso in rosso per la terza seduta consecutiva.
- L’analista Ali Martinez ritiene che XRP debba difendere l’area tra 1,31 e 1,35 dollari prima di poter ripartire al rialzo.
Tornano i deflussi sugli ETF
Gli ETF spot su XRP hanno registrato deflussi netti per 5,15 milioni di dollari il 17 settembre, invertendo in un solo giorno il flusso positivo della seduta precedente. L’ETF su XRP di 21Shares ha pesato per circa 3,78 milioni di dollari del totale, seguito dal fondo di Canary Capital con circa 1,37 milioni. A riscatti ormai contabilizzati, il patrimonio complessivo del gruppo si attestava intorno a 1,39 miliardi di dollari.
I deflussi hanno azzerato l’afflusso da 3,5 milioni di dollari registrato nella seduta precedente, quando il fondo XRPZ di Franklin Templeton aveva assorbito quasi tutta la nuova raccolta. Giovedì, invece, i fondi su Bitcoin hanno preso la direzione opposta, incassando circa 159 milioni di dollari, mentre il token saliva di oltre l’1% fino a circa 77.216 dollari.
Gli ETF spot su Ether (ETH) hanno perso circa 39 milioni di dollari nella stessa giornata, terza sessione consecutiva di riscatti. Questi prodotti avevano già ceduto circa 224 milioni di dollari mercoledì e 141 milioni martedì. Su base mensile, però, gli ETF su Ether restano in vantaggio di oltre 1,5 miliardi di dollari e quelli su Bitcoin di quasi 2,5 miliardi.
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Martinez guarda al supporto di XRP
La giornata di flussi contrastanti è arrivata due giorni dopo che la Federal Reserve ha alzato i tassi di riferimento di 25 punti base, portandoli in un intervallo compreso tra il 3,75% e il 4%, primo rialzo dal 2023. Tassi più alti aumentano il rendimento della liquidità e tendono a rendere gli investitori più selettivi sugli asset più rischiosi; nonostante questo, giovedì azioni, obbligazioni e criptovalute hanno registrato rialzi, complice il calo del petrolio.
L’analista Ali Martinez ha osservato che XRP deve mantenere l’area di supporto compresa tra 1,31 e 1,35 dollari prima di poter accelerare al rialzo. Ha indicato in 1,38 dollari il livello da superare per confermare una rottura della resistenza. Un movimento deciso sopra quella soglia, ha aggiunto, potrebbe aprire la strada verso 1,60 dollari.
Il token ha guadagnato circa il 2% giovedì, ma per gran parte della settimana ha scambiato intorno a 1,30 dollari, sotto il livello che Martinez considera da difendere. Il modesto afflusso di mercoledì non è bastato a spingerlo fuori da quel range.
Flussi dei fondi XRP da agosto
I fondi su XRP hanno raccolto oltre 150 milioni di dollari in agosto, il mese migliore del 2026, con circa 110 milioni confluiti solo nell’ultima settimana. La corsa ha seguito un rally che ha portato il token dal minimo di ciclo, poco sotto 1 dollaro, fino a oltre 1,55 dollari in meno di due settimane. Settembre è stato più volatile: i fondi hanno registrato 11,26 milioni di dollari il 14 settembre e gli afflussi cumulati sono ora vicini a 1,72 miliardi, mentre il conteggio giornaliero oscilla tra sedute positive, piatte e negative.
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