Hacker che hanno preso il controllo a distanza dei sistemi di refrigerazione dei supermercati francesi hanno colpito 80 punti vendita della Coopérative U, ha dichiarato l’amministratore delegato Dominique Schelcher, aggiungendo che le perdite per un singolo ipermercato potrebbero arrivare a 200.000 euro.
Punti chiave:
- Coopérative U segnala che 80 dei circa 2.000 negozi della rete sono stati colpiti, ma la maggior parte è riuscita a respingere l’attacco.
- Gli hacker hanno alzato la temperatura di frigoriferi e congelatori fino a 50 gradi Celsius, causando il deterioramento degli alimenti e innescando incendi.
- L’agenzia nazionale francese per la cybersicurezza avrebbe ricondotto la violazione a una falla nel software di refrigerazione di Danfoss.
I danni dell’attacco a Coopérative U
Schelcher ha dichiarato martedì in un’intervista rilasciata a Reuters che la grande maggioranza degli 80 negozi coinvolti, su circa 2.000 dell’insegna, è riuscita a contrastare l’attacco. Solo una minoranza ha dovuto buttare via prodotti alimentari, ha precisato. Il manager ha attribuito il contenimento dei danni alla rapidità di reazione dei titolari dei punti vendita, delle loro squadre e dei tecnici della refrigerazione, che hanno evitato così guasti alle apparecchiature e scaffali vuoti.
Le perdite per un supermercato di piccole dimensioni possono arrivare a decine di migliaia di euro, ha spiegato Schelcher in un’intervista radiofonica a Franceinfo, pur precisando di non disporre ancora di una stima complessiva. Lunedì, alcune associazioni di categoria avevano parlato di oltre 100 punti vendita Coopérative U nel mirino.
L’attacco è iniziato nella notte tra domenica e lunedì, quando i pirati informatici hanno portato la temperatura di frigoriferi e celle freezer fino a 50 gradi Celsius (122 gradi Fahrenheit) in centinaia di supermercati francesi. La procura di Parigi ha confermato la violazione, indicando che ha provocato anche incendi. L’ondata di attacchi ha interessato inoltre circa 300 punti vendita Intermarché e Netto, 80 supermercati Carrefour, circa il 5% dei negozi Monoprix e diversi ipermercati E.Leclerc.
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La falla nel software Danfoss
Una fonte vicina al primo ministro Sebastien Lecornu ha riferito che l’agenzia nazionale per la cybersicurezza ha individuato una vulnerabilità nel software fornito dal gruppo danese Danfoss. L’azienda ha fatto sapere che le unità coinvolte utilizzavano firmware obsoleti e che da tempo sollecitava i clienti ad aggiornare o sostituire le apparecchiature più vecchie.
I pannelli di controllo gestiscono di norma l’intero parco frigoriferi e congelatori di un negozio, e le società di manutenzione possono modificarne i parametri da remoto via internet. L’amministratore delegato di Intermarché, Thierry Cotillard, ha stimato che le perdite a livello nazionale abbiano raggiunto in un solo giorno diverse decine di milioni di euro. Secondo Felix Aime, analista di Sekoia, l’attacco avrebbe avuto ripercussioni anche in Spagna, Portogallo, Polonia, Germania e Belgio.
L’analista di cybersicurezza Steven Lachance ha avvertito che i prossimi bersagli potrebbero essere le infrastrutture energetiche o gli ospedali, definendo l’episodio «un campanello d’allarme globale».
La violazione arriva a due mesi dalla pubblicazione, il 9 agosto, di una ricerca della società di cybersicurezza Claroty che descriveva vulnerabilità nei sistemi Danfoss tali da consentire agli aggressori di aggirare i meccanismi di autenticazione. La federazione francese del commercio al dettaglio ha nel frattempo chiesto a Danfoss piena trasparenza sull’accaduto.
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