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Hanno creato banche che la SEC non può toccare — Dentro l’impero di autocustodia crypto da 365 milioni di dollari

Hanno creato banche che la SEC non può toccare — Dentro l’impero di autocustodia crypto da 365 milioni di dollari

Una nuova classe di piattaforme finanziarie nativamente crypto sta andando oltre i wallet ed entrando nel pieno territorio bancario, mentre le neobanque onchain iniziano a elaborare vera spesa dei consumatori, generare ricavi ricorrenti e attirare milioni di utenti senza relying on centralized custody.

Data che emergono dalla fine del 2025 mostrano che piattaforme come Superform, Veera e Tria non sono più prodotti DeFi sperimentali.

Stanno invece operando come sistemi finanziari autocustodiali che combinano rendimento, pagamenti e astrazione di chain in servizi consumer che assomigliano alle neobanque tradizionali, senza richiedere agli utenti di cedere il controllo dei propri asset.

Questo cambiamento segna un’evoluzione strutturale nella finanza crypto, in cui comodità e custodia non sono più mutuamente esclusive.

Dai wallet ai sistemi operativi finanziari

A differenza dei tradizionali wallet crypto che servono principalmente a custodire asset o facilitare swap, le neobanque onchain integrano spesa, risparmio e rendimento in un’unica interfaccia.

Gli utenti possono detenere crypto, ottenere rendimento e spendere tramite carte o pagamenti istantanei senza interagire con exchange centralizzati o gestire la complessità delle blockchain.

Tria, uno degli esempi in più rapida crescita, ha elaborato circa 1 milione di dollari in spesa quotidiana dei consumatori a novembre e riporta oltre 150.000 utenti attivi che generano circa 20 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annui.

La piattaforma astrae commissioni gas, bridge e selezione della rete, consentendo agli utenti di transare tra diverse chain con un saldo unificato.

Veera, nel frattempo, è cresciuta fino a oltre 4 milioni di utenti in più di cento paesi, con un focus sui mercati emergenti in India, Sud-est asiatico e Africa.

La piattaforma si è evoluta da browser con ricompense in crypto a un più ampio sistema operativo finanziario che offre wallet, staking e le prossime funzionalità di carta di debito e credito.

La sua crescita evidenzia il ruolo sempre più importante della crypto come livello di accesso finanziario nelle regioni poco servite dal sistema bancario tradizionale.

Superform sta adottando un approccio diverso, posizionandosi come il backend di rendimento e risparmio per la finanza onchain.

Il valore totale bloccato nella piattaforma è cresciuto di circa il 300% in sei mesi fino a circa 144 milioni di dollari, trainato da vault cross‑chain che allocano automaticamente il capitale ai rendimenti più competitivi senza richiedere agli utenti di gestire bridge o selezione dei protocolli.

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I ricavi reali sostituiscono le metriche speculative

La caratteristica distintiva di questo gruppo non sono solo gli incentivi in token o il valore totale bloccato, ma ricavi misurabili e volumi di transazione.

Gli analisti affermano che questo distingue l’ondata attuale dai precedenti cicli DeFi che si basavano fortemente su emissioni e rendimento speculativo.

I ricavi ricorrenti dichiarati da Tria derivano in gran parte dalle commissioni di interscambio e dall’attività transazionale.

Superform guadagna dall’instradamento del rendimento e dalla gestione dei vault.

Il modello di Veera combina ricompense, staking e pagamenti in mercati in cui anche piccoli saldi possono tradursi in un utilizzo significativo.

Questo approccio “revenue‑first” sta emergendo in un contesto di più ampia sfiducia verso i modelli di rendimento insostenibili, dopo i crolli passati di stablecoin algoritmiche e piattaforme di prestito sovvenzionate.

Il cambio di fiducia post‑FTX alimenta la domanda

L’ascesa delle neobanque onchain riflette anche un duraturo cambiamento nelle preferenze degli utenti dopo i clamorosi fallimenti delle piattaforme crypto centralizzate.

Investitori e consumatori richiedono sempre più l’autocustodia, ma senza l’attrito storicamente associato alla finanza decentralizzata.

Queste piattaforme mirano a offrire esperienze simili a quelle bancarie — come carte, pagamenti istantanei, saldi unificati — mantenendo al contempo il controllo crittografico dei fondi.

Osservatori del settore affermano che questa combinazione attrae utenti che desiderano comodità senza rischio di controparte.

Concorrenza e prospettive future

Il settore sta diventando sempre più competitivo.

Piattaforme DeFi più grandi come ether.fi hanno iniziato a orientarsi verso la finanza consumer, sfruttando profonda liquidità e basi utenti esistenti per offrire prodotti di prestito e spesa garantiti da asset restaked.

Fornitori di wallet come Rainbow stanno sperimentando interfacce finanziarie all‑in‑one che combinano trading, pagamenti e identità.

Allo stesso tempo, incumbent come MetaMask mantengono enormi vantaggi in termini di distribuzione e potrebbero introdurre funzionalità simili, sollevando interrogativi sulla difendibilità.

Gli analisti affermano che i vincitori di lungo periodo saranno probabilmente determinati dall’esecuzione, dall’adattabilità normativa e dalla capacità di sostenere i ricavi senza forti sussidi.

Una nuova categoria crypto prende forma

Ciò che unisce queste piattaforme è l’emergere di una categoria riconoscibile: neobanque autocustodiali che uniscono finanza decentralizzata e gestione quotidiana del denaro.

Invece di competere direttamente con gli exchange centralizzati, si stanno posizionando come alternative alle infrastrutture bancarie tradizionali, in particolare per gli utenti che danno valore al controllo degli asset e all’accesso globale.

Con spesa reale, ricavi e crescita utenti già visibili, il prossimo test per il settore sarà capire se riuscirà a espandersi oltre il pubblico nativamente crypto e operare su larga scala entro quadri normativi in evoluzione.

Per ora, i dati suggeriscono che la lunga promessa della crypto di convergere finanza e autocustodia non è più teorica. Sta già accadendo, in silenzio e su ampia scala.

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