HubSpot crolla del 12,7% e gli analisti puntano il dito contro il nuovo agente di OpenAI

HubSpot crolla del 12,7% e gli analisti puntano il dito contro il nuovo agente di OpenAI

Il nuovo prodotto di agenti enterprise di OpenAI è finito sotto i riflettori degli analisti come principale imputato del tonfo del 12,7% del titolo HubSpot dalla seduta di mercoledì, in un movimento ribassista che ha coinvolto anche Workday e Atlassian.

Punti chiave

  • Il 22 luglio OpenAI ha lanciato Presence, una piattaforma per far girare agenti vocali e chat AI all’interno delle grandi aziende.
  • I titoli Workday, Atlassian, HubSpot, Salesforce e Okta sono scesi fra mercoledì e giovedì.
  • Gli analisti di TD Cowen indicano il lancio come probabile causa principale del calo del 3% dell’indice software IGV.

OpenAI Presence prende di mira assistenza clienti e funzioni commerciali

OpenAI ha presentato mercoledì Presence, definendolo una piattaforma di deployment per agenti vocali e chat, piuttosto che l’ennesimo nuovo modello.

La soluzione è pensata per gestire assistenza clienti, attività di vendita e richieste di servizio interne, consentendo alle aziende di impostare policy, azioni consentite e paletti che regolano l’accesso degli agenti ai sistemi interni.

Questi “guardrail” possono intervenire in tempo reale nel corso di una conversazione quando una richiesta esce dal perimetro aziendale.

Prima di mettere in produzione un agente, simulazioni e sistemi di valutazione lo testano su richieste di routine, casi limite e scenari più rischiosi, verificando se e quando passa correttamente la palla a un operatore umano. Dopo il lancio, l’agente di coding Codex dell’azienda analizza le sessioni reali e propone correzioni che il personale interno esamina e approva.

L’accesso resta per ora ristretto. OpenAI commercializza Presence attraverso un programma a disponibilità limitata, gestito dai propri ingegneri di deployment e da partner integratori, senza livello self‑service, poche settimane dopo il debutto di una versione di ChatGPT dedicata al business. La società sostiene che il software già risolve circa il 75% delle chiamate in arrivo alla linea di assistenza in inglese senza intervento umano.

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Per TD Cowen l’assistenza clienti è il fronte più esposto

Gli analisti di TD Cowen hanno scritto che l’annuncio di Presence è probabilmente una «ragione importante» della correzione del 3% registrata mercoledì dall’indice software IGV, seguita da ulteriori ribassi il giorno dopo.

Il team mette in evidenza come Presence integri capacità di reasoning del modello, accesso ai dati aziendali e controllo delle policy: esattamente la combinazione che molti vendor software stanno provando a vendere ai propri clienti da almeno due anni. Derrick Wood, analista tech del gruppo, ha indicato in customer service e funzioni commerciali le aree di business con la sovrapposizione più marcata.

Dall’apertura di mercoledì, Salesforce ha lasciato sul terreno il 7,7%, Okta il 4,2%, Workday il 9,9% e Atlassian l’11,8%.

Le vendite arrivano peraltro in un contesto di mercato già complesso: prezzo del petrolio in rialzo, rendimenti obbligazionari in aumento e delusioni sugli utili da parte di diversi big tecnologici. Da mesi il settore si confronta con la stessa domanda di fondo: gli agenti AI finiranno per sostituire il software in abbonamento su cui oggi si appoggiano?

HubSpot già sotto pressione per OpenAI nel 2025

Wood richiama un precedente: il 1° ottobre 2025. In quella data OpenAI pubblicò una serie di post sul proprio blog in cui descriveva strumenti interni per vendite, inbound marketing e supporto; il titolo HubSpot scivolò del 7,2% nel corso del pomeriggio, per chiudere con un ribasso del 6,1%. Anche DocuSign e ZoomInfo accusarono il colpo, e già allora TD Cowen sosteneva che il mercato avesse reagito in modo eccessivo.

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