Erik Voorhees, il primo sostenitore di Bitcoin (BTC) e fondatore di ShapeShift, ha speso 6,81 milioni di USDC (USDC) per acquistare 1.382 once di PAXG (PAXG), un token garantito dall’oro, a un prezzo medio di 4.926 dollari per oncia, mentre l’oro rimane sopra i 5.000 dollari e Wells Fargo alza il suo target per il 2026 a 6.100–6.300 dollari.
Cosa è successo: Voorhees compra oro
Voorhees, che è entrato nell’ecosistema Bitcoin nel 2011 e ha poi fondato alcune delle prime grandi aziende cripto, ha creato nove nuovi wallet per eseguire gli acquisti. La società di intelligence on-chain Arkham Intelligence ha confermato l’attività.
Al momento della stesura, l’oro era scambiato a 5.048 dollari per oncia, in rialzo di quasi il 15% dopo aver toccato un minimo di 4.402 dollari il 2 febbraio. Il recupero è stato sostenuto dalla forte domanda delle banche centrali e dai flussi in entrata negli ETF sull’oro.
Wells Fargo ha recentemente descritto il ribasso come una correzione sana dopo un forte rally, alzando il suo target per l’oro nel 2026 a 6.100–6.300 dollari per oncia. La società ha citato rischi geopolitici, volatilità di mercato e una domanda sostenuta da parte delle banche centrali.
L’analista tecnico Rashad Hajiyev prevede un breakout nel breve termine fino a circa 5.200 dollari per oncia, prima che l’oro entri in una fase di lateralizzazione. Separatamente, Daniel Oliver, fondatore di Myrmikan Capital, vede un’impennata di lungo periodo fino a 12.595 dollari per oncia, trainata dagli acquisti delle banche centrali e dai timori per quella che definisce una potenziale “spirale di morte dei titoli di Stato”.
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Perché è importante: i veterani cripto si coprono
L’analista Jacob King ha osservato che la mossa di Voorhees indica che alcuni dei primi adottanti del cripto stanno coprendosi contro la potenziale volatilità di mercato detenendo sia oro fisico che oro tokenizzato. La mossa è notevole perché Voorhees ha da tempo definito Bitcoin come “oro digitale”.
Nic Puckrin, CEO e co-fondatore di Coin Bureau, ha affermato che il recente calo dei prezzi dell’oro riflette una pausa temporanea piuttosto che una vera ritirata. “Il fatto che l’oro tenga dopo un calo indica che il mercato è essenzialmente in attesa, non in fuga”, ha scritto Puckrin, citando i prossimi dati su occupazione USA e CPI come probabili catalizzatori per le aspettative di tagli dei tassi.
Dal 2000 l’oro è salito del 1.658%, rispetto al guadagno del 460% dell’S&P 500 nello stesso periodo. Anche includendo i dividendi, il rendimento totale dell’S&P, intorno al 700%, sottolinea il ruolo dell’oro come diversificatore di portafoglio, in particolare nei periodi di incertezza macroeconomica e geopolitica.
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