Israele ha fatto un passo significativo nel suo settore della tecnologia finanziaria avviando un esperimento di valuta digitale della banca centrale (CBDC). Nonostante il conflitto in corso, la Banca d'Israele (BoI) sta procedendo con il progetto dello shekel digitale. L'obiettivo è sviluppare un ecosistema avanzato di pagamenti digitali.
Ispirata dal Project Rosalind del BIS Innovation Hub, l'iniziativa della BoI, nota come "Digital Shekel Challenge", coinvolgerà vari fornitori di servizi.
L'esperimento include la creazione di sistemi di pagamento CBDC in tempo reale per il pubblico generale, utilizzando un ambiente sandbox dotato di interfacce di programmazione applicativa.
I partecipanti affronteranno un programma in tre fasi: applicazione e presentazioni, accesso alla nuova rete per progetti selezionati e una presentazione finale valutata da esperti.
Questa iniziativa mira a colmare il divario tra l'industria Web3 e il governo. È ovviamente degno di nota che Israele continui a sviluppare il suo progetto di CBDC nonostante la guerra in corso su larga scala.
Entità provenienti dai settori privato, pubblico e accademico sono invitate a partecipare. La priorità verrà data a soluzioni di pagamento innovative, siano esse miglioramenti di applicazioni esistenti o nuove introduzioni. Sebbene le CBDC siano progettate per un uso universale, sono incoraggiate anche soluzioni di nicchia uniche.
Il vice governatore Andrew Abir sostiene lo sviluppo dello shekel digitale, considerandolo vantaggioso sia per il pubblico che per la BoI. Crede che la trasparenza e la responsabilità dello shekel digitale guadagneranno la fiducia del pubblico.
Tuttavia, persistono preoccupazioni riguardo alle violazioni della privacy. Una consultazione pubblica ha confermato un ampio supporto per la ricerca sulle CBDC, ma ha evidenziato potenziali problemi di privacy. Nonostante queste sfide, la BoI è determinata a far avanzare la sua iniziativa di valuta digitale nonostante l'attuale avversità.