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Le criptovalute diventano una valvola di fuga finanziaria in tempo reale dopo gli attacchi aerei in Iran, mostrano i dati di Chainalysis

Le criptovalute diventano una valvola di fuga finanziaria in tempo reale dopo gli attacchi aerei in Iran, mostrano i dati di Chainalysis

Il mercato delle criptovalute in Iran ha reagito entro poche ore dai raid aerei congiunti USA–Israele del 28 febbraio, con i dati on-chain che mostrano un netto aumento dei deflussi dai principali exchange domestici, rafforzando il ruolo degli asset digitali come valvola di fuga finanziaria during geopolitical shocks.

Secondo un report del 3 marzo della società di analisi blockchain Chainalysis, circa 10,3 milioni di dollari in cryptoasset sono fuoriusciti dagli exchange iraniani tra il 28 febbraio e il 2 marzo.

I deflussi orari sono saliti a quasi 2 milioni di dollari entro poche ore dalla diffusione della notizia degli attacchi, superando i modelli di volume tipici per quella fascia temporale.

I movimenti rispecchiano una tendenza più ampia individuata da Chainalysis all’inizio di quest’anno, secondo cui l’ecosistema crypto iraniano tende a registrare picchi di attività on-chain nei momenti di escalation militare, disordini interni e pressione sanzionatoria.

Le crypto come indicatore geopolitico in tempo reale

Chainalysis aveva già analizzato l’ecosistema crypto iraniano da 7,8 miliardi di dollari nel 2025, rilevando che i volumi di trading e i trasferimenti su blockchain aumentano costantemente in corrispondenza dei principali eventi politici, compresi gli attentati di Kerman all’inizio del 2024 e gli scontri diretti con Israele nel periodo 2024–2025.

«I dati on-chain mostrano un netto aumento dell’attività dai principali exchange iraniani nelle ore successive ai raid aerei USA-Israele del 28 febbraio 2026, con circa 10,3 milioni di dollari di deflussi in cryptoasset tra il 28 febbraio e il 2 marzo», afferma il report.

Durante una recente ondata di proteste, i prelievi di Bitcoin (BTC) sono cresciuti costantemente nei giorni precedenti al blackout di internet dell’8 gennaio, per poi appiattirsi mentre la connettività era interrotta e riprendere una volta ristabilito l’accesso.

Questo schema suggeriva che gli utenti prevedessero l’instabilità e spostassero i fondi in self-custody quando possibile.

Il nuovo picco successivo agli attacchi aerei sembra seguire lo stesso modello: escalation geopolitica seguita da un rapido movimento di liquidità.

Per gli osservatori spicca la rapidità della reazione.

Se in passato le crisi valutarie si sviluppavano nell’arco di giorni o settimane, oggi l’attività sulla blockchain offre segnali quasi in tempo reale di ansia economica e di comportamenti di gestione del rischio.

Tre possibili motori dei deflussi

Sebbene il picco dei prelievi sia evidente, le motivazioni alla base restano incerte. Chainalysis sottolinea che sono possibili più interpretazioni.

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Un’analisi delle transazioni mostra flussi consistenti verso i principali exchange esteri, altri exchange iraniani e una quota significativa verso ciò che la società classifica come “altro wallet”.

«Nell’immediato seguito di eventi come i raid di questo weekend è troppo presto per dire in che misura ciascun fattore sia rappresentato nell’attività osservata. Col passare del tempo, l’ulteriore movimentazione dei fondi renderà più nitida la situazione», spiega Chainalysis.

La società delinea tre possibili driver.

Primo, i normali cittadini iraniani potrebbero star ritirando fondi dalle piattaforme centralizzate verso wallet self-custodial come copertura contro l’instabilità, un irrigidimento delle sanzioni o potenziali restrizioni all’accesso agli exchange.

Secondo, gli stessi exchange potrebbero star spostando liquidità in nuovi wallet per offuscare l’attività.

Le piattaforme che operano in giurisdizioni sanzionate cambiano spesso indirizzo per ridurre l’esposizione ai rischi di enforcement e ai rischi informatici. Nel 2025, gli hacker hanno colpito Nobitex, il più grande exchange crypto dell’Iran, causando il furto di oltre 90 milioni di dollari in asset e mettendo in luce vulnerabilità operative.

Terzo, attori vicini allo Stato potrebbero utilizzare i principali exchange iraniani come tramite per trasferimenti transfrontalieri legati all’elusione delle sanzioni o ad attività commerciali.

Storicamente, le piattaforme locali hanno funzionato come infrastrutture per questo tipo di attività nei periodi di maggiore pressione finanziaria.

L’enforcement delle sanzioni entra nell’era della blockchain in tempo reale

Il report evidenzia la crescente complessità che devono affrontare regolatori e agenzie di intelligence quando cercano di interpretare i segnali della blockchain durante crisi geopolitiche.

Le interruzioni di internet possono distorcere la partecipazione retail lasciando operativi gli attori più sofisticati. I wallet controllati dai servizi possono assomigliare ai prelievi degli utenti.

Il ribilanciamento della liquidità per motivi di sicurezza operativa può apparire politicamente motivato se osservato dall’esterno.

«Così a ridosso degli eventi è estremamente difficile distinguere con sicurezza la fuga retail dalla gestione dei wallet a livello di servizio e dall’attività legata allo Stato», osserva Chainalysis.

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