L’Internal Revenue Service sta introducendo il modulo 1099-DA per questa stagione fiscale, richiedendo ai broker di criptovalute di riportare i proventi lordi derivanti da transazioni in asset digitali effettuate nel 2025, ma non il costo fiscale.
Il divario tra ciò che gli exchange sono required a comunicare e ciò di cui l’IRS ha bisogno per calcolare una plusvalenza o minusvalenza ricade interamente sul contribuente, creando le condizioni per discrepanze, lettere di compliance automatizzate e grattacapi di contabilità manuale su larga scala.
Il nuovo sistema di rendicontazione si applica ai broker custodial, tra cui Coinbase e Kraken, che ora devono inviare i moduli 1099-DA sia ai clienti sia all’IRS documentando le transazioni del 2025.
Il problema centrale
Se un exchange riporta che un cliente ha venduto bitcoin per 100.000 dollari, l’IRS riceve tale importo ma non quanto il cliente aveva pagato in origine. Il contribuente deve determinare separatamente il costo fiscale nel modulo 8949 per calcolare se si è verificata una plusvalenza o una minusvalenza imponibile.
"Quest’anno sarà probabilmente fonte di confusione per molti investitori perché il modulo 1099-DA riporta i proventi lordi delle transazioni, ma le informazioni sul costo fiscale non vengono fornite all’IRS fino all’anno fiscale 2026", ha dichiarato a The Block Lawrence Zlatkin, vicepresidente per il settore fiscale di Coinbase.
Gli investitori che hanno moved asset tra più wallet ed exchange affrontano una sfida amplificata. I trasferimenti interrompono la traccia del costo fiscale che i broker utilizzano per abbinare acquisti e vendite.
I reward da staking, le commissioni di rete e le transazioni DeFi sono tutti elementi da dichiarare separatamente, anche se di piccolo importo, secondo Zlatkin.
Rischio di enforcement
Gli esperti fiscali intervistati da The Block sono divisi sull’applicazione a breve termine da parte dell’IRS. Miles Fuller, senior director per le soluzioni governative presso Taxbit ed ex dipendente IRS per 15 anni, ha affermato che l’agenzia probabilmente elaborerà i dati del 2025 lentamente.
I proventi lordi sui moduli 1099-DA vengono aggregati con i proventi dei titoli tradizionali invece di essere abbinati transazione per transazione, limitando l’individuazione immediata.
Zlatkin ha affermato che, in ogni caso, le discrepanze tra i moduli 1099-DA e le dichiarazioni fiscali faranno scattare lettere automatiche. Il responsabile della strategia fiscale di CoinTracker, Shehan Chandrasekera, ha dichiarato che la tempistica dell’enforcement non è chiara ma si concretizzerà quando l’IRS non riuscirà a riconciliare le discrepanze.
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Cosa cambia nel 2026
I broker inizieranno a reporting sia i proventi sia il costo fiscale per gli asset acquisiti nei conti di intermediazione a partire dal 1º gennaio 2026, la soglia di asset “coperti” dell’IRS.
Gli investitori che acquistano e vendono su un’unica piattaforma affronteranno quindi obblighi di rendicontazione paragonabili a quelli di un conto titoli tradizionale.
Coloro che utilizzano protocolli decentralizzati o trasferiscono asset tra piattaforme manterranno invece ulteriori oneri di riconciliazione.
Fuller ha affermato che alcuni trader statunitensi potrebbero spostarsi verso exchange offshore o DeFi in risposta all’ampliamento della rendicontazione, ma ha avvertito che quadri normativi equivalenti stanno avanzando a livello globale.
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