Meta ha presentato mercoledì Muse Code, il suo primo agente di intelligenza artificiale dedicato al coding, prezzando il modello sottostante a 1,25 dollari per milione di token in input per mettere pressione ai rivali Anthropic e OpenAI.
Punti chiave:
- Meta ha lanciato in beta Muse Code, il suo primo agente di coding, basato sul nuovo modello Muse Spark 1.2.
- L’accesso API standard costa 1,25 dollari per milione di token in input e 4,25 dollari per milione di token in output, con una fascia di prezzo molto più bassa per chi accetta di condividere i propri dati.
- I modelli di Meta restano indietro rispetto a OpenAI e Anthropic nella classifica di coding DeepSWE.
Muse Code Beta mira alle grandi codebase
L’agente funziona direttamente dal terminale, si installa con un solo comando e gestisce pianificazione, scrittura e validazione del codice su interi repository, invece di limitarsi a suggerire una riga alla volta. L’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha dichiarato che Muse Code è in grado di affrontare compiti completi di ingegneria del software. Il servizio è in beta e gira su Muse Spark 1.2, un aggiornamento del modello orientato al coding che Meta ha sviluppato e addestrato in parallelo all’agente.
Quando un incarico diventa troppo grande, Muse Code lo suddivide tra più sotto‑agenti che lavorano in parallelo in worktree isolate, così la copia di lavoro dello sviluppatore non viene mai toccata. In un test interno l’agente ha realizzato sei nuove funzionalità per un videogioco in parallelo, senza conflitti.
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Alexandr Wang taglia i prezzi sotto Claude Code e Codex
Alexandr Wang, alla guida di Meta Superintelligence Labs, ha spiegato che l’azienda punta a competere soprattutto sul costo più che sulla pura potenza di calcolo, descrivendo Muse Code come una soluzione solida per molti flussi di lavoro quotidiani.
Gli sviluppatori pagano 1,25 dollari per milione di token in input e 4,25 dollari per milione di token in output nel livello standard.
Un livello “contributor” costa oltre dieci volte meno, ma chi accetta lo sconto deve consentire a Meta di osservare come utilizza l’agente e di reimpiegare quei dati per l’addestramento.
I clienti che scelgono la tariffa più alta possono invece mantenere il proprio codice completamente fuori dal perimetro di training dei modelli di Meta.
Il titolo Meta è sceso la scorsa settimana dopo una guidance debole sui ricavi e il calo del free cash flow nel secondo trimestre, lasciando gli investitori a chiedersi quando gli ingenti investimenti inizieranno a rientrare. Il coding è diventato una delle applicazioni più redditizie dell’AI generativa e Zuckerberg ha bisogno di trovare un modo per recuperare le centinaia di miliardi stanziate per i data center.
Muse Spark è ancora dietro nella classifica DeepSWE
Il posizionamento di prodotto deve però superare il confronto diretto. Muse Spark 1.1 ha ottenuto il 53% nella classifica DeepSWE 1.1, un benchmark che sottopone gli agenti di coding a 113 task di ingegneria del software di lunga durata con lo stesso framework di test. GPT‑5.6 Sol ha raggiunto il 73% dopo il lancio di metà luglio, mentre Claude Opus 5 si è spinto al 74%.
Meta ha introdotto Muse Spark 1.1 a inizio luglio, descrivendolo come un netto passo avanti rispetto alla prima versione, e i ricercatori interni avevano già iniziato a usarlo quotidianamente pur restando dietro ai concorrenti più forti.
Poche settimane dopo, un vicepresidente ha chiesto agli ingegneri di tutta l’azienda di inviare almeno una correzione di codice a settimana tramite MetaCode, l’agente interno, così da alimentare con quelle modifiche la prossima generazione di modelli.
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