Nvidia sta collaborando con sei grandi gruppi finanziari per mobilitare oltre 500 miliardi di dollari destinati all’infrastruttura legata all’intelligenza artificiale, rafforzando il ruolo di Wall Street nel finanziamento dell’espansione globale della capacità di calcolo.
Punti chiave:
- Nvidia progetta piattaforme di finanziamento in grado di convogliare oltre 500 miliardi di dollari di capitale di terzi verso l’infrastruttura AI.
- Jensen Huang sostiene che il compute Nvidia possa diventare una vera e propria asset class, collegando in modo più diretto la domanda di hardware al capitale di lungo termine.
- Il gruppo potrebbe fornire garanzie fino a 125 miliardi di dollari, mentre i big tech sono attesi spendere oltre 730 miliardi di dollari in infrastrutture AI nel 2024.
Il progetto di finanziamento Nvidia
Il 10 agosto Nvidia ha annunciato di aver siglato memorandum d’intesa con Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR per creare piattaforme di finanziamento indipendenti dedicate all’infrastruttura AI. Le strutture sono pensate per mettere a disposizione ampi bacini di capitale di terzi a favore dei clienti che costruiscono data center, sistemi di calcolo basati su Nvidia e altre infrastrutture a supporto dei carichi di lavoro AI.
Reuters riferisce che Nvidia ha l’opzione di fornire una sorta di backstop fino a 125 miliardi di dollari, pari al 25% del controvalore potenziale delle operazioni. Non è stato indicato alcun calendario per l’impiego effettivo dei fondi. Nvidia, inoltre, non ha dettagliato impegni di investimento specifici né le condizioni economiche delle singole operazioni: i 500 miliardi, quindi, rappresentano una capacità potenziale di finanziamento, non un afflusso immediato di liquidità.
L’iniziativa arriva mentre i grandi gruppi tecnologici continuano ad aumentare gli investimenti in infrastrutture AI: secondo Reuters, la spesa combinata è attesa superare i 730 miliardi di dollari quest’anno.
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La visione di Huang sugli asset
Huang descrive il piano come parte di un cambiamento più ampio nel modo in cui gli investitori valutano l’infrastruttura di calcolo, sostenendo che i sistemi Nvidia possono generare flussi di ricavi di lunga durata, legati all’utilizzo. Secondo la società, il proprio compute è diventato un “asset investibile”, avvicinando l’hardware AI alle infrastrutture capaci di produrre rendimenti nel tempo.
Questo modello potrebbe aprire agli investitori istituzionali un nuovo canale verso l’infrastruttura AI, riducendo al contempo la quota di capitale iniziale che i clienti Nvidia devono impegnare direttamente.
Un accesso più agevole al credito potrebbe accelerare le installazioni di GPU, apparati di rete e software della società, anche se un backstop da parte di Nvidia la esporrebbe a una porzione del rischio di finanziamento.
Il mercato non ha però premiato subito l’annuncio: lunedì il titolo Nvidia ha chiuso in calo del 2,38%.
Storicamente i produttori di semiconduttori vendono chip come prodotti tecnologici che i clienti sostituiscono a ogni ciclo di rinnovo dell’hardware. Il nuovo modello di finanziamento di Nvidia sposta invece i suoi sistemi verso la logica degli asset infrastrutturali, legando la tesi d’investimento alla continuità d’uso del compute e ai relativi flussi di cassa, più che alla singola vendita di hardware.
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