Il sospetto nello scandalo cimici di OpenAI resta in carcere: i pm citano i contatti con un principe saudita

Ex-OpenAI engineer Abdulrahman Alfozan was denied bail after prosecutors cited his contact with a Saudi royal (Image: Shutterstock)
Ex-OpenAI engineer Abdulrahman Alfozan was denied bail after prosecutors cited his contact with a Saudi royal (Image: Shutterstock)

Un giudice federale ha ordinato che Abdulrahman Alfozan, 35 anni, ex ingegnere di OpenAI accusato di aver piazzato una microspia in una sala riunioni dei vertici, resti in custodia cautelare senza possibilità di cauzione, ritenendolo un concreto rischio di fuga.

Punti chiave:

  • Il giudice ha respinto la proposta della difesa di arresti domiciliari con braccialetto GPS.
  • Secondo l’accusa, Alfozan ha scambiato messaggi con un membro della casa reale saudita e un ufficiale dell’esercito saudita avrebbe pagato i voli della famiglia.
  • La difesa replica che aveva un colloquio per la cittadinanza fissato per il 6 novembre e contesta la ricostruzione del governo.

La decisione sulla custodia cautelare

Il magistrate judge statunitense Alex Tse ha stabilito lunedì a San Francisco che «esiste un rischio di mancata comparizione significativo». Alfozan, in tuta arancione da detenuto, è rimasto in silenzio per tutta l’udienza, durata circa un’ora.

I procuratori avevano sostenuto che i legami con l’Arabia Saudita – Paese che non ha un trattato di estradizione con gli Stati Uniti – gli garantirebbero sia i mezzi sia l’appoggio necessario per fuggire.

Secondo l’accusa, Alfozan avrebbe scambiato messaggi su WhatsApp nel 2025 e nel 2026, fino al 5 ottobre, con un membro non meglio identificato della famiglia reale saudita. Il principe avrebbe più volte tentato di reclutarlo per un’iniziativa sull’intelligenza artificiale nel Regno, scrivendogli a maggio: «L’Arabia Saudita ha più bisogno di te degli USA!».

Alfozan avrebbe risposto con un secco «100».

L’ingegnere è stato arrestato il 9 ottobre, tre giorni prima di un volo di sola andata per Riyadh insieme alla moglie e al figlio neonato. Moglie e bambino sono comunque partiti il giorno successivo, su biglietti in business class che, secondo i procuratori, sarebbero stati acquistati da un ufficiale delle forze armate saudite.

Vedi anche: Bitcoin tiene quota 80.000 dollari: solo una pausa prima di puntare a 87.000?

Pernik contesta il rischio di fuga

Il legale della difesa, William Pernik, ha spiegato in aula che Alfozan aveva un colloquio per la naturalizzazione statunitense fissato per il 6 novembre, circostanza che a suo dire dimostrerebbe l’assenza di intenzioni di fuga.

La difesa ha inoltre replicato che il biglietto per Riyadh sarebbe stato prenotato il 13 settembre, prima che OpenAI scoprisse il dispositivo di registrazione. In quella fase sarebbe stato identificato come acquirente dei biglietti per la famiglia il cognato di Alfozan, che avrebbe pagato di tasca propria.

I procuratori affermano che, nel periodo in cui sarebbe avvenuta l’intercettazione, nella sala riunioni in questione dirigenti di OpenAI avrebbero incontrato funzionari governativi e hanno avvertito che l’indagine «potrebbe sfociare in ulteriori capi di imputazione di particolare gravità». Nel fascicolo, però, non si sostiene che Riyadh abbia direttamente ordinato o coordinato l’installazione delle cimici.

Il Dipartimento di Giustizia ha reso noto il caso il 13 ottobre, accusando Alfozan – in OpenAI da luglio 2025 – di aver nascosto, alla fine di settembre, un dispositivo di registrazione dietro un televisore in una sala riunioni destinata al top management. Il personale della sicurezza avrebbe poi rinvenuto un secondo apparecchio in una borsa lasciata nei locali dall’ingegnere. Dopo l’arresto, OpenAI lo ha licenziato. L’accusa di intercettazione illecita di comunicazioni orali prevede una pena fino a cinque anni di carcere.

Da leggere dopo: Il rally del 39,6% delle crypto ha un problema: gli investitori spot non tengono il passo

Alexey Bondarev profile photo

Alexey Bondarev

Alexey Bondarev è Head of Content presso Yellow.com. È specializzato in approfonditi articoli di ricerca e guide didattiche, con un focus su analisi, contesto di settore e sulle grandi forze che plasmano il mondo crypto, dall’era dell’IA e le tecnologie di sicurezza fino all’innovazione fintech. Crede che tutto ciò che è digitale supererà a breve tutto ciò che è analogico e lavora duramente per contribuire a renderlo realtà.

Disclaimer e avvertenza sui rischi: Le informazioni fornite in questo articolo sono solo per scopi educativi e informativi e sono basate sull'opinione dell'autore. Non costituiscono consulenza finanziaria, di investimento, legale o fiscale. Gli asset di criptovaluta sono altamente volatili e soggetti ad alto rischio, incluso il rischio di perdere tutto o una parte sostanziale del tuo investimento. Il trading o il possesso di asset crypto potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente quelle dell'autore/autori e non rappresentano la politica ufficiale o la posizione di Yellow, dei suoi fondatori o dei suoi dirigenti. Conduci sempre la tua ricerca approfondita (D.Y.O.R.) e consulta un professionista finanziario autorizzato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
Il sospetto nello scandalo cimici di OpenAI resta in carcere: i pm citano i contatti con un principe saudita | Yellow