Il mercato cripto è seduto su un record di 322 miliardi di dollari di stablecoin pile, eppure i saldi delle whale e gli indicatori di sentiment suggeriscono che un rally sostenuto resta fuori portata.
L’offerta di stablecoin diverge dai detentori
L’offerta di stablecoin e l’attività dei grandi detentori si sono mossi in direzioni opposte nelle ultime settimane, sollevando nuovi interrogativi sul fatto che il mercato abbia davvero il potere d’acquisto che sembra avere sulla carta. La divergenza è stata segnalata sabato da Alphractal e DefiLlama, che stimano la capitalizzazione complessiva vicino a 322 miliardi di dollari.
I wallet che detengono 10 milioni di dollari o più in stablecoin su tutte le chain sono diminuiti costantemente dal picco di mercato del 2025, anche mentre l’offerta totale continuava a crescere nello stesso periodo.
Questo divario implica che i grandi detentori hanno ruotato capitale verso altri asset o sono passati in fiat. La nuova offerta di stablecoin non ha seguito l’andamento del mercato più ampio tra ottobre 2025 e febbraio 2026, quando le cripto scendevano nonostante gli afflussi. Il modello mette in discussione l’idea che ci sia “polvere da sparo” in attesa di essere dispiegata su asset rischiosi.
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Gli indicatori di sentiment restano neutri
La capitalizzazione totale del mercato cripto era intorno ai 2,6 trilioni di dollari al momento della scrittura, circa 1,4 trilioni sotto il picco di 4 trilioni di dollari registrato durante il ciclo del 2025. Gli analisti sostengono che questo divario di capitale dovrebbe colmarsi prima che possa prendere piede una fase rialzista duratura, poiché la sola liquidità in attesa a bordo campo raramente basta a sostenere un avanzamento prolungato.
Il Crypto Fear and Greed Index segnava 43 al momento della scrittura, in pieno territorio neutrale.
L’indicatore è salito in modo convincente sopra 50 l’ultima volta a gennaio, ma anche quel movimento si è esaurito nel giro di poche settimane.
L’Altcoin Season Index si aggirava anch’esso intorno a 30, ben al di sotto della soglia di 80 che storicamente conferma una rotazione generalizzata verso i token più piccoli.
Il mercato delle stablecoin si è raffreddato
L’offerta di stablecoin è aumentata di soli 8 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026, la crescita trimestrale più lenta dalla fine del 2023, secondo un report di CEX.io.
Questo dato contrasta nettamente con i 45,7 miliardi di dollari aggiunti nel terzo trimestre del 2025, quando l’emissione di stablecoin era in forte espansione.
In quel periodo, Tether (USDT) ha registrato il suo primo calo trimestrale dell’offerta dal 2022, mentre la USDC di Circle (USDC) è cresciuta di circa 2 miliardi di dollari. Il mercato cripto più ampio ha perso oltre il 20% del proprio valore nello stesso arco di tempo, spingendo la dominance delle stablecoin dal 9% al 13%.
Quel livello di dominance non si vedeva dalla metà del 2022, quando gli investitori parcheggiavano capitale in stablecoin invece di impiegarlo, e l’attuale configurazione richiama da vicino quel periodo.
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