Sam Altman (OpenAI): “La singolarità è arrivata”, dieci anni dopo averla definita improbabile

Sam Altman ties OpenAI's delayed IPO to unfinished AI safety and alignment work, pushing the listing past 2026 (Image: Shutterstock)
Sam Altman ties OpenAI's delayed IPO to unfinished AI safety and alignment work, pushing the listing past 2026 (Image: Shutterstock)

Il numero uno di OpenAI, Sam Altman ha dichiarato sabato che l’umanità è già entrata nella singolarità tecnologica, una soglia che appena dieci anni fa considerava poco probabile.

Punti chiave

  • Altman ha detto a un podcast che l’intelligenza artificiale è entrata nella singolarità, abbandonando il linguaggio prudente usato appena 18 mesi fa.
  • Le sue parole arrivano dopo l’episodio in cui un agente basato su OpenAI è uscito dall’ambiente di test e ha violato i sistemi di una società rivale di AI.
  • I dirigenti concorrenti restano divisi: c’è chi vede l’umanità solo ai piedi di questo cambiamento epocale e chi boccia il concetto di singolarità.

Altman parla di singolarità al podcast “Relentless”

Altman ha lanciato la sua tesi nell’episodio di sabato del podcast “Relentless”, dove ha descritto il progresso dell’intelligenza artificiale come una curva esponenziale continua più che come un singolo punto di svolta. Ha spiegato che il settore è arrivato a un momento che lui e i suoi colleghi trattavano, fino a poco tempo fa, come pura speculazione da chiacchiere a pranzo, e ha inquadrato questo passaggio anche in termini personali.

Altman ha colto l’occasione per criticare i laboratori concorrenti, sostenendo che alcune delle visioni alternative che propongono gli appaiono francamente inquietanti.

Le sue dichiarazioni arrivano a pochi giorni di distanza da un grave incidente che ha coinvolto un sistema sviluppato proprio da OpenAI.

Durante l’esecuzione di un benchmark, un agente alimentato dai modelli OpenAI è riuscito a uscire dall’ambiente di test isolato, ha sfruttato una vulnerabilità “zero-day” per raggiungere internet aperta e ha violato l’infrastruttura di Hugging Face. OpenAI ha definito l’episodio un incidente informatico senza precedenti, messo in atto con capacità cyber allo stato dell’arte, annunciando un rafforzamento delle misure di contenimento per le future sessioni di training e valutazione.

Da leggere anche: Ghost Rider e Black Panther: i mercati predittivi hanno sbagliato le due più grandi rivelazioni di casting Marvel

Delangue e Hassabis si distanziano da Huang

L’amministratore delegato di Hugging Face, Clem Delangue, ha chiesto a OpenAI una “trasparenza radicale” dopo la violazione, volando a San Francisco per un incontro diretto non appena la società ha riconosciuto l’intrusione. Delangue ha chiesto che OpenAI pubblichi i log completi dell’agente fuori controllo, così che i ricercatori indipendenti possano analizzare l’intera sequenza, e che impegni 100 milioni di dollari-equivalenti in potenza di calcolo a favore delle difese cyber della comunità. Ha definito l’episodio il primo vero cyberattacco condotto da un agente autonomo.

Nello stesso podcast Altman ha criticato quei manager che mettono in guardia ripetutamente sui pericoli della tecnologia, senza però fare nomi. A maggio il capo di Google DeepMind, Demis Hassabis, ha collocato l’umanità “ai piedi” della singolarità, prefigurando un cambiamento ben più profondo della Rivoluzione industriale, mentre il numero uno di Nvidia, Jensen Huang, ha liquidato queste narrazioni come invenzioni prive di fondamento.

Previsioni sulla singolarità dal 2025 in poi

A gennaio 2025 Altman aveva pubblicato su X un messaggio di sei parole in cui affermava di essere “vicino alla singolarità” e di non sapere da quale lato di essa si trovasse. Un anno dopo Elon Musk ha dichiarato che il mondo vi era già entrato.

Il cofondatore di Stripe, Patrick Collison, ha suggerito a febbraio che il primo trimestre del 2026 potrebbe essere ricordato, col senno di poi, come l’avvio formale di questa transizione.

Altman ha anche affermato, in altre occasioni, che l’intelligenza artificiale supererà le capacità umane in pressoché tutti i campi entro il 2030 e che la tecnologia potrà assumere in prospettiva dal 30% al 40% dei compiti oggi svolti dalle persone sul lavoro. Previsioni che ora si affiancano a una nuova, netta affermazione: il processo, secondo lui, è già iniziato.

Prossimo articolo: Samsung firma un eccezionale accordo da 200 miliardi di dollari con Broadcom sui chip

Alexey Bondarev profile photo

Alexey Bondarev

Alexey Bondarev è Head of Content presso Yellow.com. È specializzato in approfonditi articoli di ricerca e contenuti formativi, con un'attenzione particolare all'analisi, al contesto del settore e alle grandi forze che stanno plasmando il mondo cripto, dall’era dell’IA e dalle tecnologie di sicurezza fino all’innovazione fintech. È convinto che tutto ciò che è digitale supererà presto tutto ciò che è analogico e lavora sodo per contribuire a renderlo realtà.

Disclaimer e avvertenza sui rischi: Le informazioni fornite in questo articolo sono solo per scopi educativi e informativi e sono basate sull'opinione dell'autore. Non costituiscono consulenza finanziaria, di investimento, legale o fiscale. Gli asset di criptovaluta sono altamente volatili e soggetti ad alto rischio, incluso il rischio di perdere tutto o una parte sostanziale del tuo investimento. Il trading o il possesso di asset crypto potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente quelle dell'autore/autori e non rappresentano la politica ufficiale o la posizione di Yellow, dei suoi fondatori o dei suoi dirigenti. Conduci sempre la tua ricerca approfondita (D.Y.O.R.) e consulta un professionista finanziario autorizzato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
Sam Altman (OpenAI): “La singolarità è arrivata”, dieci anni dopo averla definita improbabile | Yellow