Ethereum (ETH) è tornato sopra quota 2.500 dollari, mettendo una chiusura settimanale a 2.550 dollari al centro dello scenario delineato da un analista per un possibile allungo verso i 3.000 dollari.
Punti chiave:
- Ether ha riconquistato l’area dei 2.500 $, mentre l’analista Ted Pillows ritiene che una chiusura settimanale sopra 2.550 $ potrebbe rafforzare l’ipotesi di un movimento verso 3.000 $.
- I volumi sui derivati sono saliti del 20% a 40,87 miliardi di dollari, mentre l’open interest è aumentato dell’1,35% a 33,72 miliardi.
- La principale resistenza tecnica resta in area 2.550 e 2.800 $, mentre in caso di breakout fallito il supporto chiave si colloca intorno a 2.185 $.
Livelli chiave per il prezzo di Ethereum
Ethereum è salito oltre 2.480 dollari mercoledì, in scia al rialzo del mercato crypto nel suo complesso guidato da Bitcoin (BTC), per poi consolidare sopra 2.500 dollari come supporto di breve periodo. Il movimento ha riportato Ether a ridosso della resistenza dei 2.550 dollari, area che ha frenato i recenti tentativi di proseguire la fase di recupero.
L’analista Ted Pillows, il 9 settembre, ha indicato che una singola chiusura settimanale solida sopra 2.550 dollari potrebbe proiettare Ethereum verso la soglia dei 3.000 dollari. Nel suo commento ha scritto: “Una forte chiusura settimanale sopra questo livello potrebbe spingere Ethereum a 3.000 $”.
Nel grafico settimanale presentato da Pillows, Ether risultava scambiare intorno a 2.519 dollari, con il token tornato sopra la media mobile esponenziale (EMA) a 50 settimane, posta nei pressi di 2.383 dollari. La media mobile semplice (SMA) a 100 settimane, in area 2.512 dollari, transita ancora vicino ai livelli correnti e può costituire un ulteriore ostacolo tecnico.
L’analista individua un’area di resistenza successiva attorno a 2.800 dollari, dopo il test di 2.550 dollari. In caso di breakout non riuscito, il supporto in zona 2.185 dollari potrebbe tornare vulnerabile.
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Le prospettive secondo Ted Pillows
Anche i dati sul mercato dei derivati segnalano una partecipazione più robusta. Secondo Coinglass, i volumi di scambio su Ether sono aumentati del 20%, attestandosi a 40,87 miliardi di dollari, mentre l’open interest è salito dell’1,35% a 33,72 miliardi, indicando che i trader hanno incrementato le posizioni durante la fase di recupero dei prezzi.
L’attività sulle opzioni è cresciuta in modo più contenuto: i volumi sono aumentati del 3,97% a 814,91 milioni di dollari e l’open interest sulle opzioni è salito dello 0,70% a 6,83 miliardi.
Nel complesso, i dati suggeriscono un ampliamento della partecipazione di mercato, anche se il modesto aumento dell’open interest, da solo, non basta a confermare un trend rialzista duraturo.
I possibili catalizzatori vanno oltre l’analisi tecnica. I progressi sul CLARITY Act, un segnale accomodante da parte della Federal Reserve e ulteriori rialzi di Bitcoin potrebbero sostenere la domanda per gli asset rischiosi. Al contempo, un RSI a 52,45 e un segnale MACD ribassista indicano che la dinamica di breve periodo resta contrastata.
Nelle ultime settimane, Ethereum ha recuperato a sufficienza per riportarsi sopra la media mobile esponenziale a 50 settimane e mettere sotto pressione la media a 100 settimane in area 2.512 dollari. In questo contesto, la soglia dei 2.550 dollari rappresenta il livello di conferma immediato; solo in caso di breakout sostenuto dai compratori entrerebbero in gioco gli obiettivi successivi a 2.800 e, in seguito, a 3.000 dollari.
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