Il mercato cripto globale è scivolato in una fase di ribasso prolungato nel primo trimestre del 2026, secondo un nuovo rapporto di CoinGecko.
Il rapporto di CoinGecko segnala il cripto‑inverno
La società di analisi ha dichiarato che il settore è passato da una correzione brusca a un vero e proprio cripto‑inverno, mentre il momentum ribassista di fine 2025 si è combinato con nuove tensioni geopolitiche.
La capitalizzazione totale di mercato è diminuita del 20,4% nel trimestre, bruciando circa 622 miliardi di dollari e chiudendo a 2,4 trilioni di dollari. Si è trattato del secondo calo trimestrale consecutivo.
La contrazione si è accelerata tra metà gennaio e inizio febbraio. Entro la fine di marzo, il mercato si trovava circa al 45% sotto il picco di ottobre di 4,27 trilioni di dollari, secondo i dati di CoinGecko. Anche il volume medio giornaliero di scambio è sceso del 27,2% trimestre su trimestre, a 117,8 miliardi di dollari.
I volumi spot sulle prime 10 piattaforme di scambio centralizzate, tra cui Binance, MEXC, KuCoin e Bybit, sono diminuiti del 39,1% a 2,7 trilioni di dollari.
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I principali scendono, le stablecoin tengono
Bitcoin (BTC) è sceso del 22% nel trimestre ma ha leggermente sovraperformato gli altri cinque principali asset. Ha comunque sottoperformato petrolio, oro e S&P 500.
Ethereum (ETH), BNB (BNB), XRP (XRP) e Solana (SOL) hanno registrato ribassi simili, pesando sul mercato più ampio, si legge nel rapporto. Uniswap (UNI) e Chainlink (LINK) sono rimaste sotto pressione nonostante il loro nuovo status di “commodity digitale” stabilito dalle linee guida congiunte SEC‑CFTC del mese scorso.
L’offerta totale di stablecoin è aumentata solo dello 0,5%, a 309,9 miliardi di dollari. La USDT di Tether è scesa dell’1,6% a 184,1 miliardi di dollari, il suo primo calo significativo dal secondo trimestre del 2022.
Oltre al crollo cripto, il rapporto ha evidenziato una più ampia rotazione dei mercati.
Il petrolio greggio è balzato del 76,9% nel primo trimestre, spinto da shock di offerta dovuti alla guerra tra Stati Uniti e Iran, mentre l’oro è salito dell’8,1% grazie alla domanda di beni rifugio. Nasdaq e S&P 500 hanno registrato i loro peggiori rendimenti trimestrali dal 2022, in calo rispettivamente del 7,1% e del 4,8%. CoinGecko ha inoltre collegato l’accelerazione delle vendite di metà gennaio alla nomina di Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve, segnale di una possibile svolta restrittiva nella politica monetaria statunitense.
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