Gli ETF spot su Bitcoin (BTC) quotati negli Stati Uniti hanno registrato circa 770 milioni di dollari di afflussi netti tra il 1° e il 4 settembre, inaugurando settembre con tono decisamente positivo nonostante il calo del Bitcoin sotto gli 80.000 dollari.
Punti chiave
- Gli ETF spot su Bitcoin hanno messo a segno circa 769,9 milioni di dollari di afflussi netti nelle prime quattro sedute di settembre.
- Il 3 settembre da solo ha visto afflussi per 730,8 milioni di dollari, la migliore giornata dall’11 gennaio, trainata dall’IBIT di BlackRock.
- In seguito il Bitcoin è sceso a 79.622,23 dollari, rendendo gli 80.000 una soglia tecnica cruciale, mentre la domanda per gli ETF è rimasta solida.
Flussi sugli ETF Bitcoin
I dati segnalano che gli ETF spot su Bitcoin hanno aperto settembre con circa 236,5 milioni di dollari di deflussi netti il 1° settembre, prima di invertire la rotta il giorno successivo con afflussi netti per 101 milioni di dollari. L’inversione si è nettamente accelerata il 3 settembre.
In quella seduta, i prodotti hanno raccolto 730,8 milioni di dollari di flussi netti, la sessione più forte dall’11 gennaio. L’IBIT di BlackRock ha assorbito circa 454 milioni di dollari, seguito dall’ARKB di ARK 21Shares con circa 137,7 milioni. L’FBTC di Fidelity ha aggiunto altri 74,4 milioni di dollari.
Il 4 settembre sono affluiti ulteriori 174,6 milioni di dollari, portando il saldo netto dei quattro giorni a circa 769,9 milioni di dollari, nonostante il ritiro iniziale e in netto contrasto con la tradizionale debolezza stagionale del Bitcoin a settembre.
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Prospettive sui tassi e quadro macro
Il boom di domanda per gli ETF è arrivato in parallelo a un ricalcolo delle aspettative sulla politica monetaria statunitense dopo l’intervento del membro del Board della Federal Reserve Christopher Waller del 3 settembre. «Sarei orientato a sostenere il mantenimento dell’obiettivo sui federal funds al livello attuale», ha dichiarato Waller.
Nel medesimo arco temporale il Bitcoin ha provato a consolidare i guadagni, ma non è riuscito a mantenersi sopra la soglia psicologica degli 80.000 dollari, scambiando a 79.622,23 dollari al momento della stesura, in calo del 2,1% su base giornaliera, con un RSI ancora sopra la linea di neutralità e Bande di Bollinger in ampliamento.
La domanda di ETF non si è limitata a Bitcoin. Gli ETF spot su Ethereum (ETH) hanno registrato 8,6 milioni di dollari di afflussi netti il 1° settembre, seguiti da deflussi per 48,2 milioni il 2 settembre. Il 3 settembre i flussi sono tornati positivi con 141,4 milioni di dollari, a cui si sono aggiunti altri 25,9 milioni il 4 settembre, secondo i dati di Farside Investors.
Gli ETF su Solana (SOL) hanno mostrato nello stesso periodo un quadro di flussi più contrastato. Nel complesso, però, il pattern indica che la domanda per gli ETF cripto si è rafforzata all’avvio di settembre, pur in assenza di un vero breakout dei prezzi dei token sottostanti.
Il Bitcoin, inoltre, ha trascorso relativamente poco tempo sopra i 70.000 dollari. I dati di MSB Intel indicano che solo il 12,7% delle 4.364 chiusure giornaliere registrate si colloca oltre tale livello, a conferma di quanto l’attuale fascia di prezzo resti storicamente anomala.
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