Detentore di Bitcoin lascia 120 dollari fermi per 15 anni e si ritrova con 3,09 milioni

Traders track Bitcoin's push past $83,000 and the bear market bottom call from Galaxy's Alex Thorn (Image: Shutterstock)
Traders track Bitcoin's push past $83,000 and the bear market bottom call from Galaxy's Alex Thorn (Image: Shutterstock)

Bitcoin (BTC) rimasti fermi per oltre dieci anni hanno iniziato a muoversi negli ultimi giorni, trasferendo complessivamente 15,73 milioni di dollari. Tra questi, un portafoglio del 2011 che ha trasformato un esborso iniziale di circa 120 dollari in oltre 3 milioni.

I punti chiave

  • Quattro wallet rimasti inattivi per anni hanno spostato 202,84 BTC tra il 29 agosto e il 4 settembre, per un controvalore di circa 15,73 milioni di dollari.
  • Un wallet da 40 BTC del 2011 ha registrato un rendimento superiore al 2,5 milioni per cento rispetto al costo iniziale.
  • Galaxy Research ha collegato un trasferimento da 6,78 BTC a Coinbase, mossa che può suggerire l’intenzione di vendere.

I movimenti dei wallet Bitcoin

In base al monitoraggio on-chain di Galaxy Research, quattro indirizzi inattivi da oltre un decennio hanno trasferito complessivamente 202,84 BTC tra il 29 agosto e il 4 settembre, per un valore di circa 15,73 milioni di dollari. Il movimento più consistente è arrivato per primo.

Un “tesoretto” da 146,06 BTC, oggi pari a circa 11,31 milioni di dollari, non veniva toccato dal novembre 2013 e mostra un guadagno vicino al 12.902% rispetto a un prezzo di carico intorno a 595 dollari. Un altro wallet conteneva 40 BTC acquistati a un prezzo medio vicino ai 3 dollari nel novembre 2011: un investimento di circa 120 dollari che, dopo quasi 15 anni, vale intorno a 3,09 milioni.

Si sono mossi anche due portafogli più piccoli: uno da 10 BTC, inattivo dal giugno 2011 e oggi valutato intorno a 777.000 dollari, e uno da 6,78 BTC fermo dal febbraio 2011, per circa 551.000 dollari. Ed è proprio quest’ultima transazione ad aver attirato particolare attenzione.

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Il contesto secondo Galaxy Research

Galaxy Research ha attribuito la transazione da 6,78 BTC a un destinatario su Coinbase, un’indicazione che offre un segnale potenzialmente più chiaro di vendita rispetto agli altri movimenti. Il trasferimento verso un exchange può infatti preludere a un’operazione di realizzo, anche se lo spostamento in sé non prova che la liquidazione sia poi effettivamente avvenuta.

La distinzione non è banale. Bitcoin “dormienti” possono tornare in circolazione per ragioni diverse: cambi di custodia, riorganizzazione dei wallet, operazioni di sicurezza. Un semplice trasferimento, da solo, raramente consente di capire con certezza le intenzioni finali del proprietario.

Il riattivarsi di queste posizioni di lungo corso riguarda una parte dell’offerta che il mercato tendeva a considerare di fatto non disponibile. Risvegli ripetuti alimentano quindi il dibattito su quanti altri vecchi coin potrebbero arrivare sulle piattaforme di scambio. I movimenti di questi giorni si inseriscono inoltre in un quadro più ampio delineato da Galaxy Research: durante l’estate, i Bitcoin fermi da almeno 10 anni stanno tornando attivi a un ritmo insolitamente elevato nel 2026.

Una precedente ondata, ad agosto, ha visto sei wallet spostare circa 40 milioni di dollari in soli 10 giorni, mentre diversi indirizzi riattivati riportavano tag del mittente “Noah Doe”, collegati a una causa intentata a New York su come classificare indirizzi inattivi da lungo tempo e se possano essere trattati come beni abbandonati.

Un giudice ha sospeso il procedimento lo scorso giugno, ma i wallet etichettati hanno continuato a muoversi, aggiungendo un ulteriore elemento di incertezza sulle ragioni che spingono alcuni dei Bitcoin più “antichi” della rete a tornare improvvisamente in attività.

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Aliasgar Juzar

Aliasgar è uno scrittore associato presso Yellow.com, dove si occupa di crypto, IA e dell'infrastruttura che le sostiene entrambe. Ha iniziato a scrivere dopo essere passato dall'altro lato dell'industria, trascorrendo sei anni a sviluppare e supportare strumenti per sviluppatori presso protocolli come Ignite, Informal Systems, Akash e Warden, in gran parte all'interno dell'ecosistema Cosmos. Ha un master in informatica, ha lanciato prodotti propri e scrive dalla Germania.

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