Bitcoin (BTC) è sceso verso i 58.000 $ il 25 giugno dopo che i dati sull’inflazione USA hanno riacceso i timori per una politica monetaria più restrittiva.
Punti chiave:
- Bitcoin è sceso a circa 58.200 $ dopo che l’inflazione PCE di maggio è salita del 4,1% su base annua.
- I dati di CoinGlass hanno mostrato 212,35 milioni di dollari di liquidazioni di posizioni long su BTC in un’ora.
- L’intero mercato crypto ha registrato 1,34 miliardi di dollari di liquidazioni totali mentre i trader reagivano ai dati macro.
Discesa di Bitcoin
Bitcoin ha esteso il suo calo giovedì dopo che il Bureau of Economic Analysis USA ha comunicato che il Personal Consumption Expenditures price index è salito del 4,1% a maggio rispetto a un anno prima.
La lettura è risultata superiore al precedente 3,8% e ha segnato, secondo il report, l’aumento annuale più forte degli ultimi tre anni. L’inflazione PCE headline mensile è salita dello 0,4%, mentre il PCE core, che esclude alimentari ed energia, è aumentato dello 0,3% sul mese.
I dati sono stati inferiori alle attese di Wall Street, pari al 4,2% su base annua e allo 0,5% su base mensile, ma hanno comunque esercitato pressione sulle crypto perché l’inflazione è rimasta ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della Federal Reserve.
Al momento della pubblicazione, Bitcoin veniva scambiato a 58.183,51 $, in calo del 4,98% nella giornata, secondo le cifre citate nel report. I dati di TradingView hanno mostrato il brusco calo intraday, mentre CoinGlass ha riportato 212,35 milioni di dollari di liquidazioni di posizioni long su BTC in un’ora.
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Pressione inflazionistica
Il report ha inoltre evidenziato una domanda sostenuta nell’economia USA. La spesa PCE reale è aumentata di 43,8 miliardi di dollari, pari allo 0,3%, a maggio dopo l’aggiustamento per l’inflazione.
I consumi delle famiglie sono cresciuti di 156,1 miliardi di dollari, trainati da un aumento di 94,3 miliardi nei servizi e da un incremento di 61,8 miliardi negli acquisti di beni. Il reddito personale è salito di 181,6 miliardi di dollari, ovvero dello 0,7%, mentre il reddito disponibile pro capite è aumentato anch’esso dello 0,7%.
Queste cifre contano per le crypto perché una domanda forte e un’inflazione persistente possono indebolire la prospettiva di tagli dei tassi nel breve termine. Se la Fed mantiene una politica restrittiva o alza nuovamente i tassi, la liquidità potrebbe ridursi nei mercati più sensibili al rischio, inclusi Bitcoin e altri asset digitali.
La reazione del mercato è stata ampia. Le liquidazioni totali sul mercato crypto hanno raggiunto 1,34 miliardi di dollari mentre i trader chiudevano posizioni a leva dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione.
L’ultima discesa di Bitcoin si inserisce in un periodo più ampio di pressione sull’asset, con il token già indebolito prima del report PCE. Il movimento ha mostrato quanto velocemente i dati macro possano trasformare un calo fragile in un’ondata di liquidazioni forzate.
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