Chainlink (LINK) è sceso a un livello di supporto vicino a 8,05 $ che difende da febbraio, mentre i trader ritiravano token dagli exchange.
Punti chiave:
❯ Chainlink è sceso del 4,50% il 3 giugno a circa 8,55 $, mantenendo una zona di supporto vicino a 8,05 $. ❯ Le riserve sugli exchange sono diminuite di circa 197.000 token in una settimana, segnale di accumulo silenzioso. ❯ Un funding rate positivo e livelli di liquidazione concentrati indicano un leggero vantaggio per i compratori.
Il prezzo di Chainlink testa il supporto a 8,05 $
Chainlink è sceso del 4,50% il 3 giugno e ha scambiato intorno a 8,55 $ dopo essere scivolato a un minimo intraday di 8,18 $. Il volume di scambio ha raccontato un’altra storia, salendo del 31% a 478 milioni di dollari mentre il prezzo calava. Il balzo nei volumi ha mostrato che i compratori sono rimasti attivi anche mentre il prezzo arretrava, un tira e molla che spesso emerge vicino ai supporti principali.
Tre sessioni consecutive di ribassi sono ormai alle spalle.
Il calo ha spinto LINK su un pavimento vicino a 8,05 $ che ha riconquistato più volte da febbraio, un livello che ora appare decisivo. Il token scambia ancora sotto la sua media mobile esponenziale a 200 giorni, e un indice direzionale a 20,37 indica un trend debole più che deciso.
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Riserve di LINK sugli exchange e funding rate
I dati on-chain raccontano una storia più tranquilla rispetto alle candele. Le riserve sugli exchange si sono assottigliate di circa 197.000 token nell’ultima settimana, un modello che di solito indica che i detentori spostano le monete verso wallet privati. Fuoriuscite simili proseguono da mesi, spingendo le riserve ben al di sotto dei picchi del 2022.
Anche i trader di derivati sono orientati allo stesso modo. Il funding rate ponderato per l’open interest sarebbe tornato positivo a +0,0077%, segnale che si aprono più posizioni long. I cluster di liquidazione confermano questa lettura, con circa 1,98 milioni di dollari in long vicino a 8,16 $ contro 1,55 milioni in short vicino a 8,67 $.
I fondamentali di Chainlink inquadrano lo scenario
Il ritracciamento avviene su uno sfondo più stabile per la rete stessa. Chainlink ha recentemente elencato il suo standard di dati sul marketplace di Amazon Web Services, aprendo i suoi oracle alle imprese tramite la normale fatturazione cloud. Le monete che escono dagli exchange, in questa prospettiva, sembrano più una posizione paziente che vendite forzate.
LINK ha trascorso il 2026 sotto pressione costante, in forte calo rispetto ai massimi vicino a 14 $ toccati a gennaio.
Il token è sceso fino a 7,40 $ a febbraio, ha oscillato tra 8,29 $ e 10,05 $ a marzo ed è rimasto intorno a 9 $ tra aprile e maggio. Il suo ultimo test vicino a 8 $ si colloca all’interno di un range pluriennale tra 7,50 $ e 8 $ che i compratori difendono dal 2022.
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