Esclusiva: DeFi ha una crisi silenziosa di cui nessuno parla e che sta uccidendo i rendimenti: il CEO di Katana

Esclusiva: DeFi ha una crisi silenziosa di cui nessuno parla e che sta uccidendo i rendimenti: il CEO di Katana

L’ossessione di lunga data dell’industria delle criptovalute per il lancio di chain di livello 2 di uso generale su Ethereum (ETH) potrebbe sgretolarsi silenziosamente, mentre i protocolli DeFi abbandonano sempre più i modelli di liquidità frammentata a favore di ecosistemi finanziari integrati verticalmente.

Matthew Fisher, CEO di Katana, ha detto a Yellow.com in un’intervista che la prossima fase della finanza decentralizzata sarà probabilmente dominata da chain iper-specializzate che possiedono la propria infrastruttura di prestito, trading e derivati, invece di competere per una liquidità frammentata su decine di reti scollegate.

La frammentazione della liquidità sta forzando un reset della DeFi

I commenti arrivano in un momento cruciale per la DeFi nel 2026, mentre i protocolli affrontano una crescente pressione dovuta a rendimenti compressi, calo della domanda di leva, stanchezza per gli exploit e crescente concorrenza da prodotti finanziari tradizionali come i fondi di Treasury tokenizzati.

«Penso che ci siano state sempre più chain, che alla fine sono state in qualche modo commoditizzate allo strato infrastrutturale», ha detto Fisher durante l’intervista. «Offrire qualcosa di unico e più iper-specializzato è ciò su cui ci siamo concentrati».

Il mercato cripto più ampio si è chiesto sempre più spesso se la strategia di espansione multi-chain del settore abbia creato più problemi di quanti ne abbia risolti. I critici sostengono che dozzine di network di livello 2 su Ethereum abbiano fratturato la liquidità in ecosistemi isolati, incentivando la rotazione di capitale di breve periodo piuttosto che un’attività degli utenti sostenibile.

Fisher ha detto che molte blockchain hanno erroneamente trattato lo spazio nei blocchi come se fosse il prodotto, invece di concentrarsi sull’attività economica.

«Quando queste blockchain general purpose non ottimizzano per nulla, in un certo senso ottimizzano per tutto e quindi per nulla», ha detto Fisher.

La crisi dei rendimenti DeFi si aggrava

L’intervista ha messo in evidenza anche le crescenti preoccupazioni riguardo al deterioramento dell’ambiente dei rendimenti nella DeFi.

Per gran parte della fase iniziale di crescita del cripto, i protocolli di prestito decentralizzati hanno generato rendimenti significativamente superiori rispetto alla finanza tradizionale. Questa dinamica si è invertita nel 2026, dato che la domanda di prestiti si è indebolita e gli exploit ripetuti hanno spinto gli investitori a rivalutare il rischio dei contratti intelligenti.

Fisher ha riconosciuto che i tassi di prestito “risk-free” on-chain in alcuni momenti sono scesi al di sotto dei rendimenti dei Treasury bill statunitensi, creando un ambiente difficile per i protocolli DeFi in competizione per la liquidità.

«Se i tassi sono stabilmente più bassi, o non sono stabilmente più alti, non vedrai sicuramente così tanto capitale fluire on-chain», ha detto.

La pressione ha messo in luce quella che Fisher ha descritto come una «crisi silenziosa» all’interno della DeFi: una carenza strutturale di mutuatari in tutto il settore.

«C’è una crisi silenziosa nella DeFi in questo momento riguardo a una carenza strutturale di mutuatari», ha detto Fisher.

Oggi i protocolli restano inondati di liquidità in stablecoin, ma la domanda di leva si è notevolmente indebolita rispetto ai precedenti cicli cripto. Questo squilibrio ha compresso i rendimenti dei prestiti sui principali protocolli DeFi, rendendo al contempo i prodotti a reddito fisso tradizionali sempre più attraenti.

La sfida è diventata particolarmente acuta poiché i prodotti basati su Treasury tokenizzati e le piattaforme istituzionali di real-world asset offrono alternative a rischio inferiore con rendimenti direttamente legati al debito governativo.

Le chain stanno diventando piattaforme finanziarie

La recente acquisizione da parte di Katana di un team veterano nell’infrastruttura per perpetual futures riflette una più ampia tendenza al consolidamento che sta emergendo ora nella DeFi.

Anziché operare come applicazioni indipendenti su più chain, i protocolli stanno sempre più costruendo ecosistemi verticalmente integrati in cui la chain stessa possiede i primitivi finanziari di base, inclusi spot trading, prestito e infrastruttura per derivati.

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Fisher ha paragonato questa tendenza all’emergere di stack finanziari specializzati.

«La competizione non dovrebbe essere allo strato infrastrutturale», ha detto. «Dovrebbe in realtà essere allo strato superiore».

Il modello assomiglia alla strategia sempre più dominante adottata da progetti come Hyperliquid (HYPE), che hanno costruito un’infrastruttura di trading strettamente integrata invece di fare affidamento su applicazioni DeFi frammentate di terze parti.

Questo cambiamento coincide anche con la crescente stanchezza nei confronti degli incentivi token inflazionistici e delle strategie di farming della TVL che hanno dominato i precedenti cicli DeFi.

Fisher ha sostenuto che le sole emissioni di token non sono più sufficienti per avviare ecosistemi sostenibili.

«Non è sostenibile», ha detto, riferendosi ai modelli di crescita basati sugli incentivi.

Invece, i protocolli si concentrano sempre più sulla generazione di reali flussi di entrate e sulla distribuzione del rendimento tramite asset stabili come USDC ed ETH, piuttosto che tramite token di governance inflazionistici.

La DeFi istituzionale sta sostituendo la DeFi cypherpunk

L’intervista ha sottolineato ulteriormente una più ampia transizione ideologica in corso nei mercati cripto.

Fisher ha affermato che la DeFi sta diventando gradualmente istituzionale, con protocolli che fanno sempre più affidamento su risk manager selezionati, livelli di accesso permissioned e infrastrutture orientate alla compliance per attirare pool di capitale più grandi.

«Stiamo assistendo in questo momento all’istituzionalizzazione della DeFi», ha detto.

Questa transizione ha creato tensione tra l’etica originaria della permissionless crypto e i requisiti operativi richiesti dagli allocatori istituzionali che stanno entrando nei mercati blockchain.

Allo stesso tempo, i regolatori statunitensi hanno mostrato i primi segnali di ammorbidimento nei confronti dell’infrastruttura blockchain pubblica, in particolare per quanto riguarda i titoli tokenizzati e i prodotti finanziari conformi on-chain.

Fisher ha suggerito che la prossima grande sfida per il settore sarà unificare la liquidità permissioned e permissionless senza ricreare i problemi di frammentazione che hanno già indebolito l’ecosistema layer-2 più ampio.

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