Ethereum (ETH) è sceso sotto i $2.000 per la prima volta da fine marzo, ma i trader retail definiscono il calo uno sconto, non un campanello d’allarme.
Punti chiave:
- Il fermento retail sul “compra il dip” sta esplodendo proprio mentre Ethereum perde un importante livello psicologico, uno schema che spesso precede nuovi ribassi.
- Il fondo di Harvard e gli investitori negli ETF stanno vendendo, mentre BitMine siede su circa 8 miliardi di dollari di perdite non realizzate.
- Gli analisti ora puntano a $1.750 come prossimo obiettivo macro se la rottura dovesse reggere.
I retail su Ethereum comprano il ribasso
Giovedì, gli inviti sui social media a comprare il dip sono aumentati dopo che ETH ha perso la soglia dei $2.000, secondo la società di analisi Santiment.
Questo indica che i trader retail vedono il calo come un affare, non come un segnale di mettersi da parte.
La storia suggerisce maggiore cautela. Un ottimismo di massa eccessivo dopo un crollo improvviso può precedere ulteriori perdite, perché il sentiment retail tende a toccare il picco prima che i prezzi si stabilizzino. Un solido segnale contrarian di acquisto in genere appare solo quando quell’entusiasmo si spegne e lascia spazio a una vera e propria paura.
Santiment ha affermato che il punto di ingresso migliore arriva quando la maggioranza si raffredda e scatta il panico, quando, usando le sue parole, c’è “vero sangue per le strade”.
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Le istituzioni vendono contro Tom Lee
I grandi investitori si stanno muovendo nella direzione opposta. Il fondo di Harvard ha di recente liquidato l’intera posizione in ETH da 87 milioni di dollari e il co-fondatore di Bankless David Hoffman ha venduto le sue partecipazioni.
Gli ETF spot su Ether negli Stati Uniti hanno registrato deflussi per oltre 470 milioni di dollari nelle ultime due settimane. Le mega‑whale con più di 10.000 ETH hanno ridotto i loro saldi di oltre il 5% dall’inizio dell’anno, secondo i dati di Glassnode.
BitMine di Tom Lee resta il principale contrappeso, con in portafoglio circa 5,21 milioni di ETH, pari a circa il 4,31% dell’offerta, mentre punta a raggiungere il 5% della proprietà della rete.
Ma quella scommessa è profondamente in perdita. Con un prezzo medio di acquisto vicino a $3.484 e ETH intorno a $1.990, l’azienda affronta una perdita non realizzata stimata in 8,07 miliardi di dollari, secondo i dati di DropStab.
Ethereum guarda al minimo di $1.750
Giovedì ETH è sceso fino al 3% intraday, attestandosi intorno a $1.965, in calo di oltre il 40% rispetto al massimo del 2026 vicino a $3.400.
L’ultimo affondo ha rotto un wedge rialzista, un pattern di inversione ribassista formato da due linee di tendenza ascendenti convergenti.
Tali pattern in genere si risolvono quando il prezzo scende sotto la linea inferiore, con un target calcolato sottraendo l’altezza del wedge dal punto di rottura. ETH è entrato in questa fase sabato, portando in primo piano un target misurato vicino a $1.750, circa il 18,5% sotto i livelli attuali.
Il calo conclude un periodo brutale per Ethereum, che ha perso oltre metà del suo valore dal massimo del 2025 oltre $4.900, mentre deflussi dagli ETF, distribuzione da parte delle whale e un prolungato bear market cripto hanno trascinato i prezzi verso il basso.
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