Grecia, tassa sulle plusvalenze crypto al 10% nel nuovo disegno di legge, ridotta rispetto al 15% ipotizzato a giugno

Greece would tax crypto capital gains at 10% under a draft bill, below the 15% officials floated in June, with 500 euros exempt (Image: Shutterstock)
Greece would tax crypto capital gains at 10% under a draft bill, below the 15% officials floated in June, with 500 euros exempt (Image: Shutterstock)

La Grecia si prepara a tassare le plusvalenze da criptovalute al 10%, invece del 15% ipotizzato a giugno, prevedendo al contempo l’esenzione dei primi 500 euro annui, secondo quanto stabilito da un nuovo disegno di legge.

Punti chiave:

  • Il disegno di legge greco fissa al 10% l’aliquota sulle plusvalenze da criptovalute ed esenta i primi 500 euro l’anno.
  • Gli scambi crypto‑crypto restano non imponibili, mentre i rendimenti da staking e lending saranno tassati anch’essi al 10%.
  • A giugno era stata ventilata un’aliquota del 15%; il testo dovrebbe arrivare in parlamento a novembre.

Tassazione crypto in Grecia

Il Ministero dell’Economia Nazionale e delle Finanze ha pubblicato mercoledì sera il disegno di legge per la consultazione pubblica, all’interno di un pacchetto più ampio sul debito privato e i mercati finanziari. La consultazione si chiude il 22 ottobre alle 10 del mattino. L’obiettivo del ministero è inviare il testo in parlamento e portarlo al voto nella prima settimana di novembre.

Per le persone fisiche, il prelievo del 10% verrebbe applicato ai guadagni derivanti dal trasferimento di asset crypto, calcolati in linea generale come differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di cessione, con costo medio ponderato per gli investimenti effettuati in più tranche. Le plusvalenze fino a 500 euro (circa 560 dollari) per anno d’imposta sarebbero esenti, e la permuta di un asset crypto con un altro non genererebbe un evento imponibile.

I rendimenti da staking, attività di prestito e fornitura di liquidità verrebbero tassati come interessi, con la stessa aliquota del 10%. Le vendite di criptovalute non sarebbero soggette al contributo sulle transazioni digitali vigente in Grecia, mentre norme dedicate definiscono i criteri di valutazione per le criptovalute ricevute in eredità o in donazione, nonché per i token assegnati a dipendenti, partner o azionisti. Il testo apre anche una finestra di 12 mesi dalla pubblicazione della legge durante la quale i contribuenti potranno dichiarare plusvalenze su cessioni pregresse senza sanzioni né interessi, a determinate condizioni.

Da leggere anche: Quanto guadagna il CEO di Anthropic? Il prospetto per l'IPO dà la risposta

Aliquote crypto nell’UE

Un’aliquota del 10% si collocherebbe, secondo stime, fra le più basse nella tassazione delle criptovalute all’interno dell’Unione Europea, dove Germania, Francia e Italia hanno fissato o stanno pianificando prelievi superiori al 25%. Nel blocco comunitario le aliquote vanno in genere dall’8% al 30%, senza un sistema armonizzato a livello UE.

Le autorità greche non hanno ancora quantificato il possibile gettito della nuova imposta. La maggior parte degli investitori greci utilizza piattaforme con sede all’estero, il che rende difficile stimare le dimensioni effettive del mercato domestico. Le regole europee di rendicontazione note come DAC8 sono entrate in vigore il 1° gennaio e impongono ai fornitori di servizi crypto di raccogliere dati su clienti e transazioni, che le amministrazioni fiscali degli Stati membri si scambieranno a partire dal 2027.

Il ministero sostiene che il quadro normativo sulle criptovalute chiuda un “vuoto giuridico” e offra maggiore certezza ai contribuenti. Il disegno di legge potrà comunque essere modificato prima del voto parlamentare.

Il precedente piano sulle crypto

A giugno, due funzionari governativi avevano anticipato che il Ministero delle Finanze stava preparando una tassa del 15% sulle plusvalenze da criptovalute, mantenendo però la stessa soglia di esenzione a 500 euro.

All’epoca, un alto funzionario aveva spiegato che la priorità era integrare le criptovalute nel codice tributario nazionale, che ancora non prevede un quadro organico per la loro imposizione. Quella bozza esentava il mining svolto da persone fisiche, ma includeva l’attività di mining effettuata da società registrate. Nella comunicazione diffusa questa settimana, il ministero non ha fornito spiegazioni per la riduzione dell’aliquota al 10%.

Prossimo articolo: I 722 articoli di matematica IA di OpenAI sono pubblici, ora tocca ai matematici valutarli

Alexey Bondarev profile photo

Alexey Bondarev

Alexey Bondarev è Head of Content presso Yellow.com. È specializzato in approfonditi articoli di ricerca e contenuti formativi, con un'attenzione particolare all'analisi, al contesto del settore e alle grandi forze che stanno plasmando il mondo cripto, dall’era dell’IA e dalle tecnologie di sicurezza fino all’innovazione fintech. È convinto che tutto ciò che è digitale supererà presto tutto ciò che è analogico e lavora sodo per contribuire a renderlo realtà.

Disclaimer e avvertenza sui rischi: Le informazioni fornite in questo articolo sono solo per scopi educativi e informativi e sono basate sull'opinione dell'autore. Non costituiscono consulenza finanziaria, di investimento, legale o fiscale. Gli asset di criptovaluta sono altamente volatili e soggetti ad alto rischio, incluso il rischio di perdere tutto o una parte sostanziale del tuo investimento. Il trading o il possesso di asset crypto potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente quelle dell'autore/autori e non rappresentano la politica ufficiale o la posizione di Yellow, dei suoi fondatori o dei suoi dirigenti. Conduci sempre la tua ricerca approfondita (D.Y.O.R.) e consulta un professionista finanziario autorizzato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
Grecia, tassa sulle plusvalenze crypto al 10% nel nuovo disegno di legge, ridotta rispetto al 15% ipotizzato a giugno | Yellow