Kalshi sfida la NFL davanti alla Corte Suprema USA mentre 1,8 miliardi di dollari dipendono da una sola domenica di football

Citing $1.8B in one-Sunday prediction market trades, the NFL asked the Supreme Court to let states regulate Kalshi sports contracts (Image: Shutterstock)
Citing $1.8B in one-Sunday prediction market trades, the NFL asked the Supreme Court to let states regulate Kalshi sports contracts (Image: Shutterstock)

La NFL ha sollecitato la Corte Suprema degli Stati Uniti a lasciare agli Stati la regolamentazione dei contratti sportivi di Kalshi, citando 1,8 miliardi di dollari di scambi in mercati previsionali legati alle sue partite in una sola domenica.

Punti chiave:

  • La NFL ha depositato un amicus brief a sostegno dei regolatori del gioco del New Jersey nel loro ricorso alla Corte Suprema contro Kalshi.
  • Secondo la lega, 1,8 miliardi dei 3,3 miliardi di dollari trattati sui prediction market nella prima domenica di campionato erano collegati alle sue gare.
  • Kalshi ha tempo fino al 9 novembre per replicare, e i giudici non hanno ancora deciso se accogliere il caso.

Il ricorso della NFL alla Corte Suprema

La lega ha depositato giovedì il proprio amicus brief nel caso Flaherty v. KalshiEX, il ricorso presentato dai regolatori del gioco del New Jersey, sconfitti da Kalshi ad aprile presso la Corte d’Appello federale del Terzo Circuito. Nel documento, la NFL stima a 3,3 miliardi di dollari il volume complessivo degli scambi sui mercati previsionali nella prima domenica della stagione.

La NFL sostiene che la Commodity Futures Trading Commission non abbia recepito la lista di scommesse vietate proposta dalla lega, molte delle quali potrebbero essere influenzate da un singolo giocatore, allenatore o ufficiale di gara.

L’agenzia consente inoltre a maggiorenni di 18 anni di operare su questi mercati, mentre a livello statale l’età minima per scommettere è generalmente di 21 anni. Il brief sottolinea anche che la CFTC dispone di soli 543 dipendenti per vigilare sull’intero Paese.

La lega chiede ai giudici di intervenire «prima che passi un’altra stagione NFL».

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Le risposte di Kalshi e della CFTC

La portavoce di Kalshi, Elisabeth Diana, ha dichiarato che la società ha cercato più volte di collaborare con la lega per rafforzare l’integrità dei mercati «senza ricevere alcun riscontro». A suo dire, tutte le altre leghe sportive, tranne la NFL, si sono dimostrate disponibili a condividere i dati. La CFTC replica di aver dialogato con la NFL sulla propria agenda regolamentare «fin dal primo giorno», definendo «spiacevole» la scelta della lega di non sottoscrivere un accordo di cooperazione.

L’avvocato specializzato in gaming Daniel Wallach ha scritto su X che il brief «aumenta in modo significativo le probabilità di una concessione del certiorari», il passo con cui la Corte accetta di esaminare un caso. Gary Gensler, che guidava la CFTC all’entrata in vigore del Dodd-Frank Act, e l’ex senatore Chris Dodd, tra i promotori della riforma, hanno ricordato ai giudici che il Congresso non ha mai inteso trasferire le scommesse sportive dagli Stati alla CFTC.

Mercati previsionali, giurisprudenza divisa

Il nodo giuridico è se i contratti su eventi sportivi debbano essere considerati “swap” ai sensi del Commodity Exchange Act, il che li collocherebbe esclusivamente sotto la competenza della CFTC, sottraendoli alle leggi statali sul gioco.

Il Terzo Circuito si è schierato con Kalshi il 6 aprile, mentre il Nono Circuito ha deciso contro la società il 28 agosto e il Sesto Circuito ha fatto altrettanto il 25 settembre. Il New Jersey può contare sull’appoggio di 39 Stati e del District of Columbia, mentre Kalshi ha tempo fino al 9 novembre per depositare la propria risposta.

Ben prima del deposito dell’ultimo brief, la NFL a marzo aveva chiesto a Kalshi e a Polymarket di interrompere la quotazione di contratti legati a singole azioni di gioco o a infortuni dei giocatori. A maggio la lega ha inviato alla CFTC una lista di tipologie di contratto che vorrebbe vietare, inclusi i bet su calci sbagliati e decisioni arbitrali, per poi informare l’agenzia a luglio che le regole proposte restavano «ben lontane» dall’obiettivo.

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Alexey Bondarev

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