I dati mostrano che l’87,5% dei capitali di venture USA nel Q2 2026 è finito sull’AI

I dati mostrano che l’87,5% dei capitali di venture USA nel Q2 2026 è finito sull’AI
PitchBook's Q2 2026 US VC data shows AI took 87.5% of all venture dollars in the quarter (Image: AI)

Punti chiave

Secondo i dati sul venture USA di PitchBook per il Q2 2026, l’AI ha assorbito l’87,5% di tutti i capitali investiti nel trimestre. Le startup non-AI si sono contese il restante 12,5% del venture capital statunitense nel Q2 2026. Lovable ha raccolto 400 milioni di dollari su una valutazione di 13,3 miliardi; River AI ha incassato 1,1 miliardi nella stessa settimana. CodeRabbit ha chiuso un round da 143 milioni di dollari a 1,5 miliardi di valutazione; Cognition AI tratta su una valutazione intorno ai 40 miliardi. È la concentrazione più sbilanciata tra AI e non-AI mai registrata da PitchBook.

Nel secondo trimestre 2026 il venture capital statunitense è confluito quasi interamente in società di intelligenza artificiale. Tutti gli altri settori si sono spartiti le briciole. Presentati in modo nudo e crudo, i numeri colpiscono.

PitchBook ha pubblicato il 12 agosto il report sulle valutazioni del venture statunitense nel Q2 2026, lo US VC Valuations report.

L’87,5% dei capitali di venture USA è andato all’AI. Il restante 12,5% è stato ripartito tra tutti gli altri comparti tecnologici.

I numeri dietro la concentrazione

L’87,5% comprende l’intero spettro delle operazioni legate all’AI: dai laboratori di foundation model agli strumenti per sviluppatori a livello applicativo. Nel perimetro rientrano round di follow-on, growth equity e investimenti early stage. PitchBook non individua un singolo vincitore dominante.

I dati fotografano un cambiamento strutturale nel modo in cui il capitale istituzionale statunitense viene allocato verso le società tech non quotate.

Una settimana di agosto 2026 rende il fenomeno particolarmente tangibile. Lovable, startup svedese di “vibe coding”, ha raccolto 400 milioni di dollari su una valutazione di 13,3 miliardi. River AI, società di infrastrutture open-weight, ha chiuso 1,1 miliardi di dollari tra seed e Series A a soli due mesi dall’uscita dallo stealth.

CodeRabbit, piattaforma di code review basata su AI, ha chiuso un round da 143 milioni di dollari a 1,5 miliardi di valutazione, come confermato da Reuters. Cognition AI, la startup di coding agent che sviluppa il prodotto Devin, è in trattative iniziali per un nuovo round che potrebbe portare la valutazione oltre la soglia dei 40 miliardi, secondo Bloomberg.

Quattro società diverse. Quattro round. Tutti AI. Tutti concentrati in un arco di appena cinque giorni.

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Cosa hanno affrontato le società non-AI

Il rovescio della medaglia di questa concentrazione è una vera e propria siccità di capitali per le aziende che non possono esibire una narrativa AI.

I dati di PitchBook per il secondo trimestre mostrano che, per le software company non-AI, i round di Serie D e successive sono diventati particolarmente ardui. Gli investitori preferiscono rafforzare le posizioni già aperte sull’intelligenza artificiale invece di ruotare verso nuovi segmenti.

Anche biotech e climate tech, che nel 2022 e nel 2023 avevano assorbito ampie masse di capitale, hanno visto ridursi la propria quota. Le startup consumer hanno subito il calo più brusco in termini assoluti di dollari raccolti.

La dinamica tende ad autoalimentarsi. I progressi dei large language model sono stati così rapidi che gli investitori si aspettano dai prodotti collegati all’AI una crescita dei ricavi superiore al software tradizionale. Il run rate annualizzato di 500 milioni di dollari raggiunto da Lovable a giugno viene citato come prova a sostegno di questa tesi. CodeRabbit non ha invece divulgato dati di fatturato nel comunicato sul round.

I founder non-AI hanno reagito innestando funzionalità di intelligenza artificiale in prodotti esistenti, talvolta in modo sostanziale, talvolta in maniera puramente cosmetica. Nelle note al Q2, gli analisti PitchBook segnalano che la dicitura “AI” compare ormai nei pitch deck a un tasso molto superiore a quello giustificato da un’architettura realmente nativa in intelligenza artificiale.

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Le implicazioni per i progetti di crossover tra crypto e AI

La concentrazione di capitale sull’intelligenza artificiale genera effetti indiretti anche sui progetti AI nativi del mondo cripto. Le startup che offrono calcolo decentralizzato e infrastruttura per agenti AI competono per l’attenzione degli investitori in un mercato dove i laboratori centralizzati di AI raccolgono a valutazioni che surclassano la maggior parte dei progetti blockchain. Il solo seed round da 1,1 miliardi di dollari di River AI supera la capitalizzazione di mercato di molti protocolli DeFi già affermati.

Questo scarto spinge i progetti di AI decentralizzata a dimostrare capacità distintive che l’infrastruttura centralizzata non è in grado di replicare. Privacy nelle inferenze, resistenza alla censura e accesso permissionless sono gli argomenti principali. Resta da capire se tali caratteristiche saranno in grado di generare ricavi sufficienti a competere, su larga scala, con le alternative centralizzate nella seconda metà del 2026.

Il 12 agosto il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha scritto che agenti AI stanno già arrivando come clienti sulla piattaforma Coinbase for Agents, con una crescita organica priva di investimenti in marketing a pagamento.

Il commento evidenzia un’area in cui l’infrastruttura crypto potrebbe conservare un vantaggio rispetto alle piattaforme AI centralizzate: la programmabilità dei pagamenti, che consente agli agenti di eseguire transazioni in modo autonomo, senza setup manuale di account da parte di utenti umani.

I dati PitchBook non separano i progetti AI on-chain dalle società di intelligenza artificiale centralizzate. Se la categoria fosse suddivisa, l’AI decentralizzata rappresenterebbe solo una piccola frazione di quel 87,5%.

Al momento, la massa critica di capitale resta saldamente nelle mani dei laboratori chiusi e centralizzati e delle applicazioni costruite sopra le loro piattaforme.

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Murtuza Merchant

Murtuza è un giornalista finanziario esperto con una vasta esperienza nella copertura di criptovalute e tecnologia blockchain. Ha collaborato con Benzinga e Cointelegraph, tra le altre testate, riportando sulle tendenze emergenti, sul quadro normativo e altro ancora. Puoi trovarlo su Twitter come @murtuza_merc e su Telegram come mmerchant001. Disclosure: Murtuza holds ATOM, AKT, TIA, INJ, and OSMO.

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