Bitmine Immersion Technologies ha acquistato la scorsa settimana 32.447 Ether (ETH) per circa 81 milioni di dollari, il maggior esborso settimanale dalla prima metà di luglio, portando le sue disponibilità a 5,85 milioni di token.
Punti chiave:
- Bitmine ha aggiunto 32.447 Ether nell’ultima settimana, il maggior acquisto settimanale da inizio luglio.
- La società detiene ora 5.847.611 token, pari a circa il 4,8% dell’offerta di Ethereum.
- Tom Lee sottolinea che il rialzo settimanale del 30% di Ether replica due precedenti impennate che hanno anticipato rally molto più ampi.
Bitmine compra 32.447 token Ether
La società con sede a Norwalk, Connecticut, ha annunciato l’operazione lunedì, comunicando di detenere in totale 5.847.611 token alla chiusura di sabato, quando Ether scambiava intorno a 2.440 dollari.
A quel prezzo, la posizione valeva circa 14,3 miliardi di dollari, in crescita di circa 3 miliardi in una sola settimana. Il titolo Bitmine è salito del 3,5% nel premarket di lunedì, mentre Ether ha superato la soglia dei 2.500 dollari, dai circa 1.900 dollari di mercoledì scorso.
La riserva di Bitmine equivale al 4,8% dei 120,7 milioni di token in circolazione di Ethereum, ossia al 97% del traguardo che la società ha battezzato “Alchemy of 5%”. Per centrare l’obiettivo servirebbero circa 6,04 milioni di token, lasciando Bitmine con un “buco” di circa 187.000 Ether dopo 14 mesi di acquisti settimanali che, secondo l’azienda, non sono mai stati interrotti.
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Tom Lee lega gli acquisti al rally di Ether
Tom Lee, presidente del consiglio di amministrazione, ha inquadrato l’operazione nel contesto di un guadagno settimanale di Ether del 30%, il più marcato da maggio 2025. Ha ricordato che settimane comparabili si sono viste solo nel luglio 2021 e nel maggio 2025, periodi dopo i quali Ether è poi salito rispettivamente del 167% e del 170%. I pattern storici, avverte, non costituiscono comunque una garanzia di replica.
Lee attribuisce il momentum a condizioni finanziarie più accomodanti, alla spinta di Wall Street sulla tokenizzazione e alla prospettiva di agenti di intelligenza artificiale che transano sulle blockchain, fattori che a suo avviso favoriranno Ether rispetto a Bitcoin (BTC). Ha paragonato l’attuale fase a precedenti cicli trainati da initial coin offering, non-fungible token e stablecoin, aggiungendo che segnali di maggiore apertura della Casa Bianca verso le criptovalute hanno rafforzato l’appetito per il rischio.
Ricavi da staking e ritmo di acquisti di Bitmine
La società ha messo in staking 5.067.309 token, pari all’87% del suo Ether, per una posizione di circa 12,4 miliardi di dollari, la più ampia tra le tesorerie societarie. Bitmine stima ricavi annui da staking per circa 330 milioni di dollari, sulla base di un rendimento a sette giorni del 2,67%, un dato che varia in funzione delle condizioni della rete. Il totale salirebbe a 381 milioni di dollari se l’intero portafoglio venisse trasferito su MAVAN, la rete di validatori proprietaria.
Criptovalute, liquidità e altre partecipazioni ammontano complessivamente a 14,9 miliardi di dollari, cifra che comprende 210 Bitcoin, 308 milioni di dollari in cassa e titoli negoziabili e partecipazioni in Beast Industries e Eightco Holdings.
Bitmine è il secondo maggiore detentore corporate di criptovalute, dietro solo a Strategy, che possiede 840.447 Bitcoin per un valore di circa 70 miliardi di dollari.
Gli acquisti settimanali si erano gradualmente ridotti con l’avvicinarsi del target. La società aveva comprato 10.270 token nella settimana precedente e 9.926 in quella ancora prima, rendendo l’ultimo esborso più che triplo rispetto al ritmo recente. Bitmine aggiunge Ether ogni settimana dal lancio della strategia, il 30 giugno 2025.
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